Fa il barista durante la malattia, condannato

14 Dicembre 2016

Truffa: 7 mesi a un operaio Sevel di Termoli. Assolto un altro che ballava invece di assistere la madre

LANCIANO. Truffa aggravata ai danni dell’Inps e della Sevel: una condanna e una assoluzione per due ex operai dalla fabbrica del Ducato di Atessa. Altro capitolo sulle tute blu della Sevel finiti, negli ultimi due anni, a processo per avere abusato delle ore di permesso relative alla legge 104 per l’assistenza di familiari disabili o malati gravi. Di fronte al giudice Andrea Belli questa volta sono finiti Emilio Alberico, 55 anni, di Santa Maria Imbaro, che invece di assistere la madre disabile, nell’agosto 2012, sarebbe andato a ballare, e Marco Iacovelli, 40 anni, di Termoli, che sarebbe stato sorpreso, dal 23 al 27 gennaio 2012, a fare il barista in una caffetteria, di cui era socio al 50%, durante un periodo di malattia.

Per quanto riguarda Alberico, rappresentato dall’avvocato Osvaldo Piccirilli, la Procura contestava la truffa per aver abusato del permesso preso per assistere la madre diversamente abile. Secondo l’accusa il 23 agosto 2012, invece di assistere la madre, aveva partecipato ad una serata danzante in un locale di Lanciano truffando così l’Inps per 136 euro e la Sevel per circa altri 130 euro. A processo il legale ha fatto notare l’assenza di dolo, alla base dei processi penali, perché l’uomo aveva assistito la madre e si era assentato per un paio d’ore.

Iacovelli invece, che era in servizio al montaggio, aveva presentato un certificato di malattia che andava dal 3 gennaio al 24 febbraio 2012. Ma, nella settimana dal 23 al 27 gennaio fu sorpreso, dalle 16 alle 18,30, a fare il barista nella caffetteria che gestiva come socio al 50%. Insomma una attività lavorativa parallela secondo la Procura, svolta nei giorni di malattia presi in Sevel. Una truffa di 123 euro per l’Inps e di 154 euro per la Sevel, oltre al danno produttivo. Al termine della discussione il pubblico ministero Delfina Conventi ha chiesto per i due la condanna ad otto mesi di reclusione ciascuno e la multa di 209 euro. Anche la Sevel, rappresentata da Giovannandrea Anfora del foro di Torino, ha chiesto la condanna e, in quanto parte civile, il risarcimento dei danni. Il giudice Belli ha assolto Alberico, perché il fatto non sussiste, e condannato Iacovelli a 7 mesi e 15 giorni di reclusione e 600 euro di multa più risarcimento danni alla Sevel di 500 euro. Sono una decina i processi penali finora svolti o in corso di operai che, tra il 2010 e il 2012 la Sevel aveva scoperto abusare dei permessi della legge 104 e delle malattie. (t.d.r.)

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