Fabio, fatali le ultime frequentazioni

9 Settembre 2018

Ripa Teatina. La sorella Marianna in Italia dopo 21 giorni ad indagare sul delitto: «Ucciso per gelosia, non si può morire così»

RIPA TEATINA . Ventuno giorni di indagini personali, sotto la guida di un penalista del posto. Ventuno giorni di andirivieni tra i vari uffici della polizia e dei magistrati, dai luoghi più cari a suo fratello e tra i suoi amici di sempre. Ventuno giorno a cercare di dare una risposta al perché quel pomeriggio di Ferragosto qualcuno abbia sparato a morte a Fabio, freddandolo con cinque colpi di pistola calibro 40. Marianna Melanitto è rientrata a mezzanotte di venerdì nella sua casa di Francavilla al Mare dopo 21 giorni trascorsi a Città del Messico, dove suo fratello è stato ucciso per motivi passionali. Niente giri di droga, niente narcotraffico, niente debiti di gioco: la pista che è soltanto quella delle donne che un belloccio come il 33enne di origini venezuelane frequentava. Quindi c’è una vendetta per gelosia dietro questo assassinio.
«La ragazza con la quale mio fratello si vedeva ultimamente, sembra non sia stata di aiuto alle indagini», spiega Marianna Melanitto, «è sparita, non si è mai fatta vedere. Stavano insieme da due settimane, da quando Fabio era tornato dopo alcuni giorni in Italia. Non abitavano insieme e nessuno degli amici di mio fratello la conosceva. È cameriera in un ristorante e Fabio non voleva che restasse lì a lavorare. Mia figlia Valeria l’ha sentita per telefono chiedendole indietro le cose che appartenevano a lui. Dietro questa storia», aggiunge Marianna, «c’è sicuramente qualche boss che ha ordinato il delitto. Testimoni non ce ne sono: alle 17.30 di quel maledetto 15 agosto in strada non c’era nessuno. Non sappiamo se lui era arrivato da lei o se scendeva da casa sua. Era andato lì per farsi la doccia, visto che quel giorno in casa lui non aveva il gas per riscaldare l’acqua. Nel giubbetto aveva comunque le chiavi della Ducati. Poi l’hanno lasciato sei ore a terra prima di rimuovere la salma».
Non manca il ricordo dell’amato fratello. «Stava in gruppo musicale e aveva tante fans che continuano a scrivergli come se non fosse mai morto. Non ha mai fatto del male a una mosca», riprende Marianna, «tant’è che all’ultimo saluto sono venuti in tanti con fiori e palloncini. Era davvero un personaggio, un tipo speciale: non si può morire così. I suoi conoscenti ci hanno accolto bene. Il suo migliore amico era un parrucchiere che gli ha fatto comprare la moto che lui voleva».
Infine, il punto sulle indagini. «Speriamo che si concludano subito e che si affidi alla giustizia chi ha ucciso mio fratello. Purtroppo», aggiunge Marianna, «la burocrazia in Messico è lenta. Comunque sono sconvolta. Mi è sembrato di avere visto un film di azione e invece hanno ammazzato proprio mio fratello. Mamma e papà sono distrutti, anche perché mio fratello voleva tornare a Ripa Teatina. L’ultima volta che l’ho visto aveva promesso a me e a loro che sarebbe rimasto soltanto un altro anno in Messico, poi sarebbe venuto ad abitare qui per sempre».
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