Fabio, indagini su telefonino e computer

31 Agosto 2018

Ripa Teatina. Sequestri della polizia nella discoteca di cui il 33enne era direttore. Resta in piedi la pista del delitto passionale

RIPA TEATINA. Il telefonino che aveva indosso, l’ipad lasciato nel Mambo Cafè e il computer portatile custodito nell’ufficio della discoteca. La polizia di Città del Messico è al lavoro su questi tre strumenti di lavoro di Fabio Melanitto per dare un nome al suo assassino visto che l’identikit del killer - costruito con la collaborazione di alcuni testimoni dell’omicidio - ha comunque dato un ulteriore indirizzo alle indagini. Dai primi accertamenti sembra che il 33enne nato a Caracas da genitori molisani ma in procinto di trasferirsi a Ripa Teatina - dove aveva fatto domanda di residenza - sia stato ucciso per motivi passionali, ma le indagini non escludono alcuna pista. A Città del Messico per ora è rimasta la sorella di Fabio, Marianna: tornerà a Francavilla al Mare, dove abita, non prima di giovedì prossimo. È lei che ha effettuato il riconoscimento della salma nella sede dell’Instituto de ciensias forenses; è lei che insieme a un pool di avvocati sta cercando di aiutare gli investigatori a ricostruire le ultime ore di vita del fratello; è lei che ha parlato con alcuni dei testimoni dei cinque spari che hanno colpito a morte Fabio alla nuca, alla calotta cranica e al torace; è lei che ha avuto un lungo colloquio con Martin, il 63enne con cui Fabio da anni condivideva un’appartamento nel cuore di Città del Messico. E, soprattutto, è lei che ha ascoltato il racconto di Giulian Rosa, venezuelana sui trent’anni, la cameriera che negli ultimi mesi Fabio frequentava e che nel giorno dell’agguato stava per salire sulla moto del suo compagno. Giulian lavora in un ristorante di carni a due passi dalla discoteca Mambo Cafè. Ha visto morire l’amico senza poter reagire a quei colpi di calibro 40 sparati a bruciapelo.
La polizia fa affidamento anche sul sistema di videosorveglianza che nella zona potrebbe avere ripreso meglio il volto dell’assassino rispetto alle prime immagini diffuse su un uomo con una maglietta celeste che si allontana di corsa dalla zona del delitto.
«Le indagini sono a tutto campo», spiega Antonio, fratello di Fabio, residente a Ripa Teatina, «anche se la pista del delitto passionale è la prima che la polizia locale sta battendo. Fabio era un punto di riferimento per tutta la comunità del Mambo Cafè, una delle migliori discoteche di Città del Messico. Di recente era stato anche in televisione per un programma. Conosceva la capotale messicana da almeno 20 anni. Probabilmente il fatto che si trovasse a frequentare questa nuova ragazza potrebbe avere dato fastidio a qualcuno».
Nato nel quartiere di Petare, di Caracas, in Venezuela, dai genitori molisani Luigi e Caterina, Fabio Melanitto aveva fondato anni fa una band musicale, la Uff, con cui aveva riscosso un discreto successo nelle discoteche: con questo gruppo in questi giorni avrebbe dovuto festeggiare i 20 anni dalla fondazione della band. Fabio aveva sposato l'attrice messicana Ivonne Montero, da cui divorziò nel 2013. Dalla ex moglie ha avuto una figlia.
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