Faccia a faccia col ladro acrobata «Così ho messo in fuga il bandito»

19 Gennaio 2022

Una 74enne sorprende un giovane malvivente che le sta entrando in casa dopo aver rotto la finestra «Per fermarlo ho urlato e chiuso le ante, lui si è calato da 5 metri d’altezza ed è scappato a piedi»

CHIETI. Si è trovata faccia a faccia con un ladro acrobata, un giovane malvivente capace di arrampicarsi fino a cinque metri d’altezza e pronto a fare irruzione in casa dopo aver rotto il vetro della finestra. Ma la proprietaria dell’abitazione, una 74enne teatina, è riuscita a mettere in fuga il bandito. È successo due sere fa a Chieti, in via Rossetti, nel cuore dello storico quartiere della Civitella. Ora sul tentato furto indaga la polizia. È un episodio che ricorda la scia di colpi messi a segno nei mesi scorsi, soprattutto tra fine novembre e inizio dicembre, quando una banda ha preso di mira le zone di Filippone e Levante. Sempre con lo stesso modus operandi: i malviventi entrano dalle finestre, su come gatti, approfittando del buio della sera; una volta dentro le case, danno la caccia agli oggetti di valore. Probabilmente è quello che sarebbe accaduto lunedì, se la proprietaria di casa non si fosse trovata all’interno del suo appartamento, in una zona centralissima della città, per intenderci a due passi da corso Marrucino.
Tutto è successo poco dopo le 19. «Mia madre Anna Rita», racconta la figlia, «era in salotto a vedere la tv, mentre mio padre era uscito in macchina. Non vedendo auto parcheggiate all’esterno, il ladro deve aver pensato che la casa fosse vuota. A un certo punto mia madre ha iniziato a sentire rumori forti: pensava che arrivassero dall’appartamento del secondo piano. Poi, però, si è insospettita e ha deciso di avvicinarsi al bagno: quei rumori erano meno sordi e più nitidi. Quando ha aperto la porta, si è trovata di fronte un giovane di circa vent’anni, arrampicato sulla finestra, che cercava di rompere il vetro a gomitate». Ma la finestra antisfondamento ha rovinato i piani del ladro. «Quel giovane è riuscito a rompere il primo vetro e a lacere il secondo, aveva già una mano sul davanzale. Era a volto scoperto e non indossava guanti. Mia madre ha iniziato a gridargli contro e ha avuto la prontezza di riflessi di chiudergli le ante della finestra addosso. Come se nulla fosse, il ladro ha iniziato la sua discesa verso la strada». La donna ha aperto la finestra e ha continuato a inveire contro lo sconosciuto, che è fuggito a piedi. A quel punto è partita la telefonata al 113. Le successive ricerche in zona non hanno dato esito. «Parecchi anni fa», prosegue la figlia, «i miei genitori subirono un brutto furto in abitazione. Mia madre non ha mai dimenticato quell’episodio: ci soffre ancora. La rabbia di vedere violata ancora una volta la propria casa le ha dato una carica di adrenalina. Per lei è stata una rivalsa: non ha avuto tempo di avere paura».
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