Faccia a faccia con l’azienda del metanodotto

Bucchianico, oggi l’incontro aperto ai cittadini. E il Wwf lancia l’allarme sulle aree protette
BUCCHIANICO. Prosegue oggi, con un faccia a faccia a Bucchianico, il confronto tra cittadini, associazioni e amministrazioni, da una parte, e la ditta che ha presentato il progetto del contestato metanodotto “Larino - Chieti”. Il 28 gennaio, a Pescara, il Comitato regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale aveva radunato le amministrazioni e le organizzazioni per raccogliere pareri e osservazioni; ora il dibattito diventa ancora più territoriale con l’incontro, alle 16, in sala consiliare. «Una ulteriore possibilità, ai cittadini di bucchianico che lo vorranno, di proporre ulteriori osservazioni e chiedere spiegazioni in merito al progetto», dicono dal Comune annunciando l’iniziativa e chiedendo un’ampia partecipazione.
Nel frattempo, sul progetto si registra la presa di posizione del Wwf, che parlano dell’ennesima «opera inutile e dannosa per il territorio, mentre calano i consumi». Dal 2005 al 2013, ricorda l'associazione, i consumi di gas sono diminuiti del 33%. Il Wwf sottolinea, in una nota, di essersi già occupato del metanodotto Sulmona-Foligno, «condividendo la battaglia di comitati ed enti locali che osteggiano la centrale di compressione in zona a forte rischio sismico» e un tracciato che prevede a Popoli «l'attraversamento della falda acquifera più importante d'Italia e forse d'Europa».
Il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina e il Wwf Chieti-Pescara hanno presentato ora osservazioni al gasdotto Larino-Chieti che interesserebbe, in Molise e in Abruzzo, 16 Siti di Interesse Comunitario (Sic) e una Zona di Protezione Speciale, fiumi e zone di risorgiva, aree a rischio idrogeologico e a rischio sismico 2. Senza considerare le frane, «che costituiscono uno dei principali fattori di innesco di incidenti su metanodotti».
Nel dettaglio in Abruzzo i Sic sfiorati sono “Monti Frentani e Fiume Treste”, “Lago di Serranella e Colline di Garenna”, “Calanchi di Bucchianico (Ripe dello Spagnolo)”, quelli direttamente attraversati “Bosco di Mozzagrogna (Sangro)”, “Boschi ripariali sul Fiume Osento”, “Fiume Trigno (medio e basso corso)”, “Gessi di Lentella”.
Secondo Fabrizia Arduini, presidente Wwf Zona Frentana e Costa Teatina e referente energia Wwf Abruzzo, «il combinato disposto tra franosità del territorio e rischio sismico fa ritenere che le stime relative al pericolo incidenti per i gasdotti, mutuate da situazioni territoriali meno complesse di quelle abruzzesi e molisane, siano inadeguate in termini di possibili danni ambientali e sicurezza della popolazione». A parere del Wwf »per la sua sostanziale inutilità per i cittadini e i rischi connessi alla realizzazione si tratta di un'opera di cui si può tranquillamente fare a meno», anche perché non riguarda aree di una certa rilevanza sprovviste di metanizzazione, e in ogni caso «basterebbe ammodernare la rete esistente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

