«Facciamo funzionare l’acquedotto delle Luci»

10 Maggio 2018

Italia Nostra riapre il dibattito sull’antico impianto idrico: «L’acqua si perde per gli interventi edilizi»

VASTO. L’acquedotto romano ipogeo “delle Luci” al centro della conferenza, che si è tenuta nei giorni scorsi a Palazzo d’Avalos di Vasto. L’acquedotto romano è una conduttura che scorre sottoterra, nella parte alta della città, da Sant’Antonio abate alla loggia Amblingh, che per molti secoli ha garantito l’approvvigionamento idrico del centro abitato.
Dopo l’introduzione di Davide Aquilano, archeologo e presidente di Italia Nostra del Vastese, associazione promotrice dell’iniziativa), che ha inquadrato l’importante manufatto del I secolo d.C. sia da un punto di vista storico-archeologico e sia da quello antropologico, i tecnici Marco Rapino (Cooperativa Parsifal) e Guglielmo di Camillo (Asd Natura Abruzzo) hanno illustrato gli interessanti risultati delle prime esplorazioni ipogee effettuate recentemente e le tecniche di tipo archespeleologico utilizzate.
Apprezzamento da parte del sindaco Francesco Menna che ha auspicato, per un prossimo futuro, la possibilità che vengano pubblicati i dati acquisiti visto che l’acquedotto è a tutt’oggi poco conosciuto.
Interessante la conclusione di Amalia Faustoferri della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo, da poche settimane incaricata di occuparsi del territorio comunale di Vasto. Faustoferri ha sottolineato come sia estremamente importante studiare e curare l’acquedotto “delle Luci” sia per salvaguardare un importante e maestoso monumento antico, sia per ripristinarne la sua corretta funzionalità.
Allo stato attuale, infatti, l’antico condotto idrico (la cui lunghezza, comprese le sue ramificazioni, è di circa 4 km) continua a trasportare acqua che però viene dispersa nelle numerose infiltrazioni causate negli ultimi decenni da interventi urbanistici. Il fenomeno della dispersione delle acque riguarda anche il problema idrogeologico che per la città di Vasto, soprattutto nel suo versante est, è un problema di non poco rilievo.
In appendice alla conferenza, il giorno dopo 5 maggio, Italia Nostra ha organizzato una passeggiata archeologica che ha permesso ai partecipanti di capire concretamente dove nasce, dove passa e dove arriva l’antico acquedotto, patrimonio della città. (s.c.)
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