Faist ci ripensa e congela i licenziamenti

Lanciano. Rinviata di un mese la procedura di mobilità per i 16 dipendenti. Si lavora per la cassa integrazione da Covid-19
LANCIANO. È stata rinviata di un mese la procedura di licenziamento per i 16 dipendenti della Faist, azienda che produceva sensori per le turbine di auto e veicoli commerciali in località Cerratina e che ha spostato, nei mesi scorsi, produzione e macchinari a Montone, in provincia di Perugia. È il primo risultato positivo raggiunto dopo mesi di difficile trattativa tra azienda e sindacato Fim-Cisl, in una vertenza che ha creato un precedente in Abruzzo, con un’azienda che ha delocalizzato in pochi giorni, trasferendo nottetempo i macchinari. In questi giorni si lavorerà, grazie all’interessamento di alcuni parlamentari abruzzesi, anche alla stesura di un emendamento per far ammettere alla cassa integrazione Covid-19 anche le procedure di licenziamento avviate prima del 23 febbraio, come il caso della Faist.
«Abbiamo avuto una videoconferenza con l’assessore regionale Piero Fioretti, i responsabili dello stabilimento Faist e il nostro legale, Pierpaolo Andreoni», commenta il segretario di Fim Abruzzo e Molise, Domenico Bologna, «dopo diverse riunioni con l’azienda in cui non si sono trovate soluzioni alla problematica dei sedici lavoratori sul tavolo sindacale, abbiamo chiesto alla Regione la convocazione per la definizione della procedura. Nella discussione abbiamo sottolineato che in questo momento di difficoltà nazionale bisogna trovare una soluzione per i lavoratori e abbiamo richiesto l’allungamento del periodo previsto per la procedura di mobilità collettiva. Le parti hanno concordato di rinviare l’incontro all’8 maggio, ma anche di prolungare di un mese la procedura, scongiurando così i licenziamenti già da questo fine settimana».
«Gli appelli rivolti ai politici abruzzesi», prosegue la Fim, «anno sortito un secondo effetto positivo: siamo stati convocati sempre in call conference dal senatore Luciano D’Alfonso che ci ha messo in contatto con il sottosegretario al lavoro Stanislao Di Piazza. Presenti anche il consigliere regionale Silvio Paolucci e un rappresentante del Comune di Lanciano. Agli esponenti del governo è stato chiesto di trovare una soluzione a tutela dei lavoratori che, ingiustamente, si sono visti portare via il loro futuro in una notte. Siamo soddisfatti dell’impegno ravvisato nei governanti regionali e nazionali, auspichiamo che possa portare importanti risultati di tutela per i lavoratori e per tutto il territorio. Vicinanza e sostegno ci sono stati promessi anche dal deputato Camillo D’Alessandro, dal sottosegretario Gianluca Castaldi e dall’assessore regionale alle attività produttive Mauro Febbo». Se l’emendamento dovesse passare, per i dipendenti Faist significherebbe avere un mese di Cig e tempo sufficiente, per i sindacati, per trattare condizioni migliori con l’azienda.
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