Faist, operai licenziati: il caso alla Camera

13 Febbraio 2020

D’Alessandro attacca: «Cortocircuito istituzionale». La prefettura: vertenza seguita tempestivamente

LANCIANO. Sarà discussa oggi dalla Commisisone lavoro della Camera dei deputati l’interrogazione presentata dal capogruppo di Italia Viva in Parlamento, Camillo D’Alessandro, inerente il caso Faist, l’azienda che produce sensori per turbine per auto e veicoli commerciali che lo scorso 7 febbraio ha trasferito dallo stabilimento di Lanciano tutti i macchinari, lasciando, di fatto, 17 dipendenti (16 diretti e un interinale) senza più un lavoro, «in palese condotta antisindacale ed in violazione delle disposizioni in richiamate in tema di procedura di riduzione del personale e dalla disciplina contrattuale». «Il ministero del Lavoro risponderà alla mia interrogazione», interviene il parlamentare abruzzese, «ma è solo il primo atto. Il secondo riguarderà il ministero dell’Interno. Il caso Faist rappresenta un pericoloso precedente, in spregio di ogni regola si portano via i macchinari e gli impianti, rompendo le relazioni sindacali in danno dei diritti dei lavoratori». Nell’interrogazione D'Alessandro chiede la convocazione urgente di un tavolo e, soprattutto, «come si intenda contrastare nelle sedi pertinenti la violazione dei diritti sindacali e dei lavoratori». D’Alessandro chiede conto anche del «cortocircuito istituzionale che ha riguardato la Prefettura di Chieti. Interrogherò il ministero dell’Interno per capire come sia stato possibile, di fronte alla richiesta del sindacato, non ottenere un incontro nella prefettura di Chieti, dal momento che il sindacato aveva lanciato l’allarme dello svuotamento dello stabilimento, cosa che poi è puntualmente avvenuta. A chi dovrebbero rivolgersi i lavoratori se non allo Stato?».
La Prefettura ha già risposto al ministero, sottolineando – documenti alla mano – di aver seguito attivamente e in modo tempestivo la vertenza. L’ufficio territoriale del governo ha rimarcato di aver favorito un incontro in Confindustria fra azienda e sindacati, invitando questi ultimi a formalizzare la richiesta che fino a quel momento non era arrivata. Il servizio effettuato dalla polizia che ha consentito l’uscita dei tir con i macchinari non è stato concordato con la Prefettura, che è stata informata dalla questura solo all’indomani. (d.d.l.)