Falsi diplomi: «La d’Annunzio denunci i casi»

26 Luglio 2018

Fisioterapisti: ordinanze del Consiglio di Stato su 7 studenti. L’ateneo nel 2013 annullò le lauree

CHIETI. Sette ordinanze del Consiglio di Stato sono state emesse sui cosiddetti “falsi diplomi” mai rilasciati da una scuola per terapisti della riabilitazione di Avezzano, utilizzati per ottenere la laurea in fisioterapia alla d’Annunzio. L’università annullò le lauree nel 2013 ma partirono una serie di ricorsi al Tar contro quel provvedimento. Il Tar accolse le ragioni dei ricorrenti con sentenze tutte appellate. Il Consiglio di stato non si è ancora espresso, lo farà nell’udienza prevista per il prossimo 4 ottobre, ma nel frattempo ha emesso una serie di ordinanze su sette casi che fanno capire che ha intenzione di accogliere le ragioni dell’ateneo dannunziano. Tecnicamente l’università nel 2013 ha decretato che i diploma rilasciati in questi sette casi dall’istituto “Tecnica 2000” di Avezzano- Scuola per terapisti della riabilitazione e il certificato di frequenza del corso triennale con conseguimento del diploma, non sono titoli idonei sia per iscriversi al corso di laurea in Fisioterapia e sia per accedere ai benefici della riconversione creditizia.
La vicenda partì a seguito di un’indagine della Procura di Venezia. Si scoprì un caso di un diploma che la scuola di Avezzano diceva di non aver mai rilasciato e che era stato utilizzato per ottenere la laurea alla d’Annunzio. Venuta a conoscenza del caso dei diplomi falsi, la d’Annunzio si mosse di conseguenza, revocando le lauree e avviando procedimenti civili per falso, a cui si è arrivati dopo regolari denunce penali sempre per falso.
In attesa del giudizio del Consiglio di stato, l’organo ha fatto una serie di richieste. In quattro casi ha chiesto alla d’Annunzio di fornire prove che pende il provvedimento civile per falso. I giudici hanno chiesto infatti «una relazione corredata degli opportuni certificati di cancelleria e delle copie delle sentenze eventualmente pronunciate lo stato e il grado del procedimento civile instaurato con la proposizione della querela di falso contro il diploma di cui in premesse». In due casi il Consiglio di stato ha chiesto di avviare i procedimenti civili per falso, assegnando all’università «sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione di questa ordinanza per proporre avanti l’autorità giudiziaria ordinaria competente la querela di falso quanto al diploma di cui in premesse». Infine in un caso ha ordinato «la sospensione del processo fino alla definizione del giudizio di falso di cui in motivazione».
L’ateneo guidato da Sergio Caputi provvederà ora a fare quanto chiesto. (a.i.)