Famiglia nel bosco, atteso il sì al ricongiungimento

24 Luglio 2026

La camera di consiglio si è riunita all’Aquila per decidere sul destino dei tre figli. L’avvocato Pillon: “Sono ottimista, hanno mostrato impegno”

PALMOLI

Dopo otto mesi di lontananza forzata, il ricongiungimento con i figli potrebbe essere ormai questione di ore per Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. La speranza è che questa volta, dopo rifiuti su rifiuti, cambi di avvocati, l’allontanamento dalla struttura protetta di Vasto per la madre e dopo le sofferenze dei piccoli riportate passo dopo passo su questo giornale, il ritorno dai propri genitori sia davvero vicino. Dopotutto, l’ultima relazione depositata la scorsa settimana dal reparto di Neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano-Vasto-Chieti lascia ben sperare. Nel rapporto la Asl mette nero su bianco che “un’ulteriore permanenza dei minori in casa famiglia potrebbe comportare il rischio di sviluppare una sindrome da stress post-traumatico”, raccomandando per questo motivo “un rientro immediato dei bambini”.

I PRIMI ANGOLI SMUSSATI

Accanto alla coppia c’è anche l’avvocato della cosiddetta famiglia del bosco, Simone Pillon, in attesa del verdetto del tribunale per i minorenni dell’Aquila che, nella giornata di ieri, si è riunito in camera di consiglio per deliberare sulla sorte dei tre figli. I tre bambini sono stati allontanati dalla casa nel bosco di Palmoli il 20 novembre scorso e da allora si trovano in una struttura protetta a Vasto, dove la madre è rimasta con loro fino al 6 marzo scorso: giorno in cui è stato deciso l’allontanamento della donna perché considerata ostativa rispetto all’educazione impartita dagli assistenti sociali. E nonostante l’ordinanza di sospensione ruotasse (fra i tanti punti) attorno alla scarsa socialità dei bambini e al fatto che non andassero a scuola, il cambio di passo con l’avvocato Simone Pillon di certo ha risolto qualche nodo importante. I genitori sono stati infatti già informati che i figli hanno superato positivamente l’esame di ammissione alla classe successiva, quarta per la primogenita e seconda per i gemelli. Si è trattato di un primo passo in avanti rispetto alla situazione iniziale, quando la madre opponeva resistenza alla frequentazione della scuola pubblica, preferendo per i figli l’istruzione parentale.

UN NUOVO TETTO A NORMA

Il secondo angolo smussato in questi mesi si registra invece sulla questione abitativa. Dopo il via libera da parte del Comune di Palmoli sul permesso a costruire la nuova casa – a circa venti metri di distanza dalla vecchia – l’obiettivo è ora quello di concluderla entro il periodo natalizio. Un’abitazione a basso impatto ambientale, ma «perfettamente a norma e dotata di bagno», ha dichiarato nei giorni scorsi al Centro l’architetto Maria Mascarucci, che l’ha progettata condividendone le caratteristiche principali assieme a mamma Catherine e papà Nathan. «Si tratta di una “casa passiva”, è così che viene definita per l’esattezza. Realizzata con materiali ecologici, canapa in particolare. Manterrà una temperatura costante di 18-20 gradi al massimo e non sarà dotata di impianti di riscaldamento e raffreddamento. Dopotutto è proprio questo il futuro. Le abitazioni dovrebbero essere progettate tutte in questo modo». Struttura e caratteristiche corrispondono quindi allo stile di vita della coppia. E la grandezza rispecchia le misure minime previste per una famiglia composta da cinque persone: 66 metri quadrati. «Per loro è in realtà più che spaziosa. L’altra era molto piccola».

IN ATTESA DEL VERDETTO

Il 7 luglio i minori sono stati ascoltati in audizione protetta e, secondo la difesa, molte delle motivazioni che hanno portato i giudici a sospendere la responsabilità genitoriale, ad oggi sono state affrontate e risolte. Nei giorni a seguire il tribunale, su sollecitazione dell’avvocato Pillon, ha anticipato al 20 luglio il termine per il deposito delle memorie di parte, aprendo così la strada a una definizione in tempi più rapidi della vicenda. E così dopo mesi di tentativi, incontri e relazioni delle psicologhe, l’avvocato in queste ore dice di essere «in attesa di una decisione». «Credo sarà un’ordinanza articolata vista la mole delle prove e degli elementi nuovi da esaminare, e non posso fare previsioni sui tempi o sui risultati. Ho fatto quello che dovevo sul piano professionale, offrendo a chi dovrà decidere elementi di grande rilievo, e i genitori da parte loro hanno confermato con i fatti ogni impegno. Sono ottimista per natura. Spero che questa famiglia possa ricongiungersi al più presto».

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