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24 luglio

24 Luglio 2026

Oggi, ma nel 1971, a Milano, nel bagno femminile del blocco G dell’università Cattolica del Sacro cuore, un ignoto, destinato a rimanere tale, assassinava con 33 coltellate Simonetta Ferrero, di 26 anni, laureata in Scienze politiche del medesimo ateneo di largo Agostino Gemelli e da due anni nell’ufficio del personale della Montedison dove lavorava anche il padre Francesco. Essendo sabato mattina il corpo senza vita verrà scoperto due giorni dopo, lunedì 26 luglio. Ad accorgersene sarà il seminarista e studente di Filosofia Mario Toso, di 21 anni, futuro vescovo di Faenza-Modigliana e rettore dell’Università pontificia salesiana, che dopo la prima fase di attenzione da parte degli esponenti delle forze dell’ordine e della magistratura verrà ritenuto estraneo all’omicidio.

La vittima (nella foto, particolare, dalla carta d’identità), colpita dai fendenti al collo, al torace e all’addome, sarebbe dovuta partire per la vacanza in Corsica con i genitori e le due sorelle, Elena, di 27, assistente di Chimica alla Statale, e Betty, di 21, aspirante biologa. Era nipote di monsignore Carlo Ferrero, componente apicale dell'università romana "Pro Deo" che nel '74 diverrà Luiss con l'intervento di Umberto Agnelli. Era proveniente da una famiglia originaria del Monferrato giunta nel capoluogo lombardo per l’impiego paterno. Non era fidanzata. Svolgeva servizio di volontariato nel comitato meneghino della Croce rossa e nell’antica Compagnia delle dame di carità di San Vincenzo de’ Paoli. Frequentava il cinema-teatro Impero di via Vitruvio. La sua esistenza non mostrava ombre.

Presumibilmente era passata nel piano ammezzato dell’ateneo per procurarsi delle dispense per un’amica. Il fatto di sangue, che rimarrà senza un colpevole assicurato alla giustizia, entrerà nell’almanacco della cronaca nera del Belpaese. Sfumeranno tutte le altre ipotesi investigative. Inclusa quella del potenziale coinvolgimento di un ipotetico serial killer ambrosiano, una sorta di “Mostro di Milano”. La vicenda di Simonetta verrà rievocata, tra l’altro, nelle 171 pagine del "noir" di Gianni Marilotti -poi senatore cagliaritano pentastellato (prima di transitare nel Partito democratico) presidente della Commissione biblioteca e archivio storico di Palazzo Madama- che sarà intitolato “Delitto alla Cattolica”, e verrà pubblicato dalla casa editrice genovese Fratelli Frilli, nel 2017.