Parla Liuzzi: «Antonelli? è stato magico. Per il Mondiale tifo per lui»

L’ex pilota pescarese: «Che emozione vedere un italiano vincere di nuovo a Monza»
È ancora fresca nella mente di milioni di appassionati dei motori l’impresa di Andrea Kimi Antonelli, il 20enne pilota bolognese che domenica scorsa con la sua Mercedes ha trionfato nel Gp di Monza in Formula Uno, rimontando dalla 19esima posizione e riportando così un italiano sul podio più alto del Circus lombardo a distanza di 60 anni dall’impresa di Ludovico Scarfiotti in Ferrari. E tra gli astanti che hanno potuto ammirare le sue gesta in pista c’era anche Vitantonio Liuzzi, ex pilota pescarese di Red Bull, Toro Rosso e Force India e attualmente driver advisor nel circuito FIA.
Liuzzi, avrebbe pronosticato la vittoria finale di Antonelli alla luce della penalità per il cambio della power unit?
«Immaginavo che ci sarebbe stata una grandiosa rimonta almeno fino alla zona podio, ma quello che ha fatto Kimi va ben oltre le aspettative di tutti. E’ stato bellissimo rivedere un italiano vincere a Monza, forse in molti avrebbero voluto vedere le Ferrari brillare, ma Antonelli ha catalizzato l’entusiasmo di tanti tifosi della Rossa. Il Gp d’Italia, per le sue caratteristiche tecniche, forse è il tracciato più congeniale per favorire delle rimonte, ma va riconosciuto che la Mercedes ha studiato al dettaglio la strategia, scegliendo di cambiare proprio in questa occasione la power unit».
Il talento di Antonelli è cristallino e, al suo servizio, ha forse la monoposto più performante della Formula Uno. E tutto ciò non guasta…
«È vero che una macchina veloce ti aiuta, però Kimi sta dimostrando una maturità superiore alla sua età essendo solo al secondo anno in F1 e rivelandosi molto più pronto di altri suoi coetanei. Poi sottolineerei il management di Toto Wolff che non lascia nulla al caso, potendo contare sulle capacità del suo team».
Prima ha parlato della delusione Ferrari. In qualifica sembrava che potesse crearsi l’occasione per fare bene, poi già in curva 1 Leclerc e Hamilton hanno dato prova di alcune frizioni che forse palesano la frustrazione per una stagione al di sotto delle aspettative.
«Quando hai due galli nel pollaio sai che sarà difficile elaborare una strategia di squadra. Entrambi sono piloti che vogliono dominare. Hamilton è il pluricampione esperto che fatica a fare il secondo pilota, Leclerc è il giovane di talento che vorrebbe essere al centro delle strategie. Peccato perché nel weekend abbiamo visto come la macchina andasse veloce».
Da ex pilota, come giudica l’errore di Leclerc nel terzo giro che ne ha compromesso la gara?
«Non so quale versione ufficiale abbia dato la Ferrari, ma per me è chiaro che sia uscito troppo forte sulla Parabolica e, toccando i tombini di drenaggio su cui il grip è molto più contenuto, ha perso aderenza nel posteriore ed è finito al muro».
Come detto, in qualità di driver advisor ha assistito in prima fila alla gara che è già entrata nella storia. Che emozioni ha provato?
«È stato bellissimo essere presente ad uno show pazzesco, non si vedeva da anni esultare per un pilota italiano: anche se molti avevano la maglia rossa della Ferrari, hanno osannato l’impresa di un ragazzo. Dall’altra parte è stato difficile seguire e giudicare tecnicamente la gara per noi».
In che senso?
«Abbiamo dovuto valutare tanti micro-contatti con diverse situazioni borderline nelle quali la dinamica non è stata sempre chiara».
Giunti al giro di boa del Mondiale, un pronostico sul prossimo campione?
«Da italiano spero che Antonelli possa continuare con questo passo e conquistare il Mondiale, siamo tutti con lui. Però sono un po’ scaramantico, per cui più che un pronostico faccio un augurio».
C’è qualche pilota che può candidarsi a serio antagonista verso il titolo?
«Al momento no, o per lo meno ci sono tanti piccoli avversari che però non stanno dimostrando di essere in grado di arginarlo. Forse Russell è l’unico che può incidere. Mi aspettavo qualcosa di più dalle McLaren, mentre continuo a dire di prestare attenzione a Verstappen che resta sempre un pilota temibile e micidiale. Le Ferrari hanno deluso in questa prima parte di stagione e servirebbe una rimonta clamorosa per risollevarne le sorti. Ma ad oggi è molto difficile».
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