Calcio

Il Pescara non graffia, ma il pari è da accogliere con soddisfazione

7 Settembre 2026

Un buon Delfino nel primo tempo, poi il calo nella ripresa con il Ravenna che si fa pericoloso: finisce 0-0, tutto sommato è un punto guadagnato per la squadra di mister Buscè

PESCARA. Finisce 0-0 allo stadio Adriatico Cornacchia il big match di giornata tra Pescara e Ravenna e a conti fatti è un punto da accettare con il sorriso. Vuoi perché c’era da cancellare la brutta figura di Forlì, vuoi perché oggi il Pescara senza tanti effettivi è ancora tanto “Work in progress” e di fronte c’era una squadra forte e collaudata. Si gioca davanti a 6.500 spettatori, il colpo d’occhio dello stadio Adriatico è sempre molto bello e pronti via si capisce subito che sarà una partita piacevole e con tante occasioni da rete.

Alzi la mano chi dopo pochi minuti si sarebbe mai immaginato un risultato a occhiali ma lo 0-0 finale è bugiardo per le tante emozioni e le tante occasioni maturate nell’arco dei 90’. Da una parte e dall’altra. Buscè non può inventarsi nulla. Troppi indisponibili, soprattutto in difesa. Ci sono i debutti di Parigi e Nardin. Applausi per entrambi, uno in più per il classe 2007 della Roma. Il difensore non sbaglia nulla, gioca con personalità e si prende tanti e meritati applausi. Arrivato l’ultimo giorno di mercato e accolto come spesso accade con scetticismo vista la giovane età, sul campo ha dimostrato la sua forza e la bontà della scelta del ds Pasquale Foggia. Pellacani può scontare tranquillo le sue ulteriori giornate di squalifica e Altare può rimettersi in forma con calma dopo un’estate senza allenamenti con la squadra.

Nel Ravenna confermate le assenze di Lonardi e Falbo, Mandorlini conferma gli uomini pensati alla vigilia ma alza Tenkorang sulla trequarti con Casiraghi mezzala per un 4-3-1-2 imbottito di qualità. La prima giocata è del ritrovato Valzania che verticalizza per Vitali, il suo cross non trova la finalizzazione. Poi il Ravenna inizia a spaventare quando Da Pozzo si getta negli spazi e quando Tenkorang attacca l’area.

Il Pescara appare un po’ troppo leggero con centrocampo e difesa troppo distanti tra loro ma poi quando attacca fa tanto male al Ravenna. D’Ausilio manda Motta (bravo ieri l’ex Inter) in area, il suo cross è un cioccolatino con tanto di fiocco e carta regalo ma Parigi da vicinissimo non trova la porta. La partita va avanti a ritmi altissimi, nessuno si accorge in campo del grande caldo che fa. Viola su punizione manda la palla sulla traversa, lo stesso farà Guccione da calcio d’angolo.

Nel mezzo la bella giocata di Erradi messo giù in area, Il Pescara chiede l’Fvs, ma Renzi di Pesaro non assegna il rigore. Poi Parigi prova a farsi perdonare l’errore ma Venturi fa un miracolo. Si chiude un bel primo tempo, equilibrato ma con più occasioni per il Pescara.

Meglio invece il Ravenna nella ripresa. Pima D’Ausilio non finalizza una ripartenza poi sugli sviluppi di una punizione di Viola gli ospiti passano ma Renzi vede una spinta. Dopo il check al monitor decisione confermata tra le proteste. Buscè cambia assetto e forse fa un azzardo. Dentro Inglese, Ferraris e Meazzi, Sardo va a fare il centrocampista in coppia con Valzania per un 4-2-3-1 iper offensivo. Ma da quel momento il Ravenna giganteggia, Sardo deve tenere il freno a mano tirato e non può andare ad attaccare l’area (la sua qualità).

Le tante assenze del Pescara si fanno sentire perché Valzania e compagni per un buon quarto d’ora soffrono la qualità e il ritmo del Ravenna. Mentre la scelta di Buscè viene premiata nel finale quando il Pescara riesce a respirare a e a riproporsi con Ferraris e Meazzi. E forse il classe 2003 biancazzurro poteva servire Inglese che si era liberato bene in area di rigore. Al triplice fischio applausi e la consapevolezza che il pareggio va accolto con soddisfazione.

Squadra sotto la curva a prendersi attestati di stima ma da sabato prossimo contro l’Atalanta U23 servirà solo la vittoria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA