Calcio

Buscè rinvia le ambizioni: «Prima recuperiamo tutti e poi marceremo come una grande»

7 Settembre 2026

L’allenatore del Pescara si tiene stretta la prova dei suoi contro una corazzata: «Quando il Ravenna ha imposto il gioco siamo stati bravi ad alzare l’attenzione». Mandorlini: «Errore grave dell’arbitro»

PESCARA. Dubbi e certezze. Tanti dubbi nella formazione iniziale del Pescara. Le poche certezze le regala un’estate che non ha per niente voglia di lasciare spazio alle prime avvisaglie d’autunno, se non per il buio che giunge nell'intervallo. E, con il calar della luce, pian piano si spegne anche il Pescara che nella ripresa boccheggia senza l’ossigeno che di solito arriva dai cambi.

L’allenatore biancazzurro Antonio Buscè si mantiene sempre piuttosto cauto quando sente parlare di squadra ambiziosa e di vertice: «C’è ancora molto da lavorare e questo è sicuro, ma devo pensare ai calciatori che ho a disposizione oggi e se facessi l’elenco degli assenti e di quelli a mezzo servizio, sarebbe molto lungo. La mia squadra per funzionare bene e per essere competitiva ha bisogno di tutti gli effettivi e solo allora si potrà iniziare la marcia importante».

Affrontare il Ravenna in questo momento non è stato il massimo: «Bisogna riconoscere che il Ravenna è una squadra di alto livello e quando ha imposto il gioco noi siamo stati bravi ad alzare l’attenzione e di questo aspetto sono molto soddisfatto. Questi elementi positivi li ho condivisi con i ragazzi negli spogliatoi e li dovremo coltivare nel prossimo futuro».

I suoi cambi erano obbligati? «Meazzi l’ho inserito perché non avevo alternative nonostante fino a stamattina (ieri mattina, ndc) avesse la febbre. Inglese ha pochi minuti di autonomia ma mi serviva per accorciare il campo e far salire la squadra in un momento in cui non riuscivamo più a farlo».

Si fa di necessità virtù? «Sì, bisogna essere molto realisti e questa sera (ieri sera, ndc) bisognava fare assolutamente risultato e ripartire dopo l’inciampo di Forlì. Ci siamo riusciti nel secondo tempo quando abbiamo smesso di essere belli e siamo diventati cinici e concreti. Persino brutti a tratti ma efficaci, dopo un primo tempo giocato bene nel quale potevamo andare in vantaggio».

La scelta di Ujkaj in porta? «Ujkaj è un ottimo portiere e lo ha dimostrato. Non è una bocciatura per Saio, che mentalmente non è al massimo in questo periodo ed è fisiologico. Un avvicendamento normale».

Il debutto del giovane Nardin? «Molto buono. Bravissimo nella marcatura a uomo e attento sulla linea dei difensori».

Andrea Mandorlini, l’allenatore del Ravenna, recrimina per il gol annullato: «Un errore molto grave dell’arbitro che nessuno di noi ha compreso, ma nel calcio può accadere che una partita venga decisa da un episodio. Sapevamo di venire a giocare su un campo difficile contro una buona squadra. Nella ripresa, però, abbiamo spinto e costruito molto e meritavamo di vincere».