Il Chieti battuto subito in casa ed è già caos: Vagnoni diserta il dopo-gara

Calcio Eccellenza. Bregasi regala a Ranieri il rigore decisivo per il successo del San Giovanni Teatino. Il tecnico neroverde furioso: «Non si può giocare senza punte». Giammarioli: «Sarà multato». (Nella foto di Andrea Milazzo, Farias del San Giovanni Teatino e Romero del Chieti)
CHIETI. I limiti sono già tanti, se poi il Chieti si fa anche male da solo diventa tutto ancora più complicato. La squadra di Vagnoni gioca una buona mezz’ora evidenziando tutti i suoi problemi in fase offensiva perché l’attacco è spuntato e necessita di rinforzi. Poi su una ingenuità del capitano Bregasi arriva il gol di Ranieri, su rigore, che permette al San Giovanni Teatino di espugnare l’Angelinicon il minimo sforzo.
È una sconfitta difficile da digerire per il tecnico Vagnoni, che a fine partita lascia subito lo stadio senza passare in sala stampa e si lascia andare ad uno sfogo: «Non si può giocare senza attaccanti».
Il Chieti non ha mai tirato in porta. Attacco troppo leggero con Polleggioni e Ndiaye e senza l’ultimo acquisto Minutoli, out per un affaticamento muscolare. Fino al gol subìto, i neroverdi hanno tenuto bene il campo e comandato il gioco, senza però mai impensierire il portiere D’Amico. Il San Giovanni Teatino non ha fatto meglio. Ha sbloccato il risultato sfruttando un pallone sanguinoso perso da Bregasi. Dall’errore del capitano neroverde è nato il fallo da rigore di Sartini su Ranieri. Dopo il gol, i biancoverdi hanno sprecato due occasioni per raddoppiare sempre con Ranieri.
Nel secondo tempo, i neroverdi sono calati vistosamente a livello fisico e il San Giovanni Teatino si è limitato a gestire il vantaggio. L’unica nota stonata per la squadra di Bonati è l’infortunio di Marchionne (si teme un lungo stop).
«Vagnoni è andato via subito? Sono sorpreso, se lo ha fatto senza avvertire sarà multato», risponde il dg neroverde Stefano Giammarioli, «capisco la delusione, ma va mantenuto un certo stile. La faccia ce la metto io. Arriveranno 3-4 giocatori in settimana, sicuramente due attaccanti. Nella prima mezz’ora sono rimasto sorpreso e si è vista la mano dell’allenatore. Nella ripresa la squadra era stanca. Ai ragazzi ho fatto i complimenti, ma ho anche detto che per giocare a Chieti ci vuole temperamento e chi non sa reggere le pressioni può andare via».

