Famiglie a nervi tesi, triplicate le liti

29 Dicembre 2018

Il questore Borzacchiello illustra i numeri del 2018: diminuiscono i furti, ma aumentano le rapine. Crescono le espulsioni

CHIETI. C’è il marito che picchia la moglie perché lei si rifiuta di stirargli le mutande e c’è l’operaio che spacca la testa alla sorella perché non è soddisfatto del pranzo. A Chieti sono più che triplicate le liti in famiglia sedate dalla polizia: lo dicono le statistiche diffuse dal questore Ruggiero Borzacchiello nel giorno del bilancio annuale. Tra i dati più significati c’è l’aumento di oltre il 200% - rispetto allo scorso anno - degli interventi per i contrasti scoppiati tra le mura domestiche: nel 2018, solo considerando il capoluogo teatino, in 88 casi è stato necessario l’arrivo degli agenti della squadra volante diretta da Antonello Fratamico. Non solo violenza fisica: si discute per tutto, e per i motivi più banali, pure tra vicini di casa. Sono segnali preoccupanti perché denotano un livello di insofferenza altissimo nei confronti di parenti e conviventi.
Sono più che raddoppiati anche gli allontanamenti dalla casa familiare: 9 volte (contro le 4 del 2017) gli uomini della squadra mobile, guidati da Miriam D’Anastasio, hanno liberato mogli e figli da mariti e padri violenti. Il questore ha tracciato un quadro della situazione della criminalità a Chieti e provincia, fornendo i numeri delle attività di tutte le forze di polizia: «Dati positivi», li definisce, «anche se la guardia va mantenuta sempre alta». Sono diminuiti i furti (da 5.471 a 4.279), ovvero i reati che più di tutti intaccano la percezione di sicurezza dei cittadini, ed è aumentato in maniera esponenziale, nel caso della polizia di Stato, il numero delle pattuglie sul territorio. Sono però cresciute le rapine, passate da 62 a 75. «Anche in questo senso lavoriamo sempre al massimo», assicura Borzacchiello. «Purtroppo siamo preda di gruppi criminali che arrivano da fuori Abruzzo, data la contiguità con la Puglia e la Campania, e non è facile individuare sempre i responsabili». Diminuiti gli episodi di violenza sessuale (da 17 a 11), resta invece identico il numero degli omicidi (4). Le persone arrestate sono state 228 e quelle denunciate 1.817.
È aumentato di circa il 25% il numero delle espulsioni (72 nel 2018), mentre si segnalano più controlli anche nei locali della movida, come dimostrano i blitz in 55 esercizi pubblici, e nelle sale scommesse con la recente raffica di denunce e maxi multe. «È stato un anno positivo», osserva Borzacchiello, «segnato da vicende che hanno avuto un clamore mediatico a livello nazionale. Ma, come nel caso della rapina di Lanciano, ne siamo venuti a capo in modo brillante». Il questore chiede collaborazione: «Come esiste una squadra-Stato composta da prefettura, questura, carabinieri e finanza, lo stesso deve avvenire tra gli enti locali». In altre parole: «Non basta militarizzare il territorio: è necessario che ognuno faccia la sua parte e renda vivibili le zone in cui la collettività deve riunirsi e aggregarsi. Più concretamente, per fare degli esempi, è fondamentale anche trovare lampioni che funzionano e città pulite: altrimenti, vivendo nel degrado, si finisce per non applicare più le regole». Non manca un accenno agli ultimi giorni: «In questo periodo di festa, abbiamo raddoppiato le pattuglie sul territorio con l’obiettivo di avere un controllo sempre più efficace. Stiamo facendo il massimo in relazione alle forze disponibili». I commissariati, soprattutto quello di Vasto, risentono della carenza di personale: «Stiamo cercando di riportare la situazione alla normalità, anche se non ci sono i numeri per raggiungere il massimo dell’organico».
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