Famiglie con i nervi tesi: sempre più liti

10 Settembre 2019

In otto mesi carabinieri e polizia sono intervenuti per sedare oltre 400 discussioni: una su tre scoppia tra le mura di casa

CHIETI. L’ultimo caso è stato quello di un nonno che si è scagliato contro il nipote, colpevole di aver rotto il tubo per annaffiare il giardino. C’è sempre più bisogno di carabinieri e polizia per sedare le liti in casa, nei locali pubblici, per strada o sui posti di lavoro. Dall’inizio dell’anno ad oggi, sono stati oltre 400 gli interventi delle forze dell’ordine per i dissidi scoppiati a Chieti e nei paesi vicini: uno su tre è per le discussioni in famiglia. Dal marito che se la prende con la moglie perché non ha stirato bene i vestiti fino all’operaio che picchia la sorella perché non è soddisfatto del pranzo: si litiga per tutto. E per i motivi più banali, in particolare tra coniugi e vicini di casa.
LE INCOMPRENSIONI. Sono segnali preoccupanti perché denotano un livello di insofferenza altissimo nei confronti di parenti e conviventi. Succede in qualsiasi zona della città e anche nei centri del circondario: Francavilla, San Giovanni Teatino, Guardiagrele, Bucchianico, Casalincontrada, Torrevecchia, Villamagna, Casacanditella, San Martino sulla Marrucina, Rapino, Pretoro, Fara Filiorum Petri, Ripa Teatina, Vacri, Ari, Pennapiedimonte, Roccamontepiano e Filetto. Parcheggi contesi, questioni di viabilità, incomprensioni condominiali o rumori molesti: basta poco, pochissimo per accendere la scintilla.
LE CONSEGUENZE. Possono essere diverse. Spesso la situazione di conflitto si risolve in modo bonario e l’intervento delle forze dell’ordine è risolutivo perché si riescono a stemperare gli animi, magari alimentati dall’abuso di alcol e droga, e a concludere positivamente la controversia. In altri casi, però, lo scenario diventa ancora più delicato: quando si registrano atteggiamenti arroganti e irrispettosi anche nei confronti di militari e agenti giunti sul posto, si arriva fino alla denuncia o all’arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Fatto sta che la violenza tra le mura domestiche è una delle prime emergenze del territorio. Soprattutto dall’ora di cena a mezzanotte, quando il termometro della conflittualità sale a dismisura. Ma accade anche che la situazione degeneri in pieno giorno.
NONNO CONTRO NIPOTE. La scorsa settimana, ad esempio, in una casa di Chieti Scalo il putiferio si è scatenato dopo pranzo. Un ragazzo di 25 anni stava rientrando nel piazzale di casa con la sua auto quando, per una distrazione, ha schiacciato il tubo di plastica utilizzato dal nonno per annaffiare il giardino. Apriti cielo. L’anziano è andato su tutte le furie, prendendo a parolacce il nipote. Il litigio è andato avanti per qualche minuto. Poi il pensionato, per dare una lezione al giovane, ha deciso di chiamare addirittura il 112. Per evitare guai peggiori, è stato necessario l’intervento dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, al comando della tenente Maria Di Lena. I militari hanno dovuto faticare non poco per riportare la calma, mentre le grida di nonno e nipote richiamavano l’attenzione di tutto il vicinato.
I MOTIVI. Considerando solo il territorio comunale di Chieti, sono state 63 le liti in famiglia finora trattate dai poliziotti della squadra volante, coordinati dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico. I motivi? Quelli di sempre: coppie che stanno per lasciarsi, figli che non vogliono saperne di studiare oppure di trovarsi un lavoro e vanno allo scontro con i genitori. E ancora: questioni di denaro, controversie tra vicini ai ferri corti per il bambino del piano di sopra che gioca e disturba o per le foglie degli alberi altrui che sporcano il proprio giardino. Il mese in cui è avvenuto il maggior numero di liti tra le mura domestiche, stando ai dati della polizia, è stato quello di gennaio: ben 12 volte è partita la chiamata al 113 e gli agenti sono stati costretti a recarsi sul posto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA