Famiglie evacuate dalle case Ater: «Ora i risarcimenti agli inquilini»

Dalla consigliera regionale Stella (M5S) la proposta di ristori per fronteggiare l’emergenza abitativa Appello per la messa in sicurezza dell’edificio: «Solo così i residenti possono recuperare i propri beni»
ORTONA . Dopo l’emergenza abitativa arriva la proposta di ristori. La richiesta giunge dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Barbara Stella. «Quanto accaduto ad Ortona, relativamente alla palazzina Ater sgomberata a rischio crollo, continua a destare preoccupazione tra le famiglie e gli inquilini che sono stati evacuati. Se da una parte sono stati trovati loro nuovi alloggi, dall’altra chiedono incessantemente di potere recuperare i loro beni all’interno delle case che hanno dovuto lasciare in fretta e senza alcun preavviso», commenta l’esponente pentastellata. La richiesta arriva pochi giorni dopo l’annuncio del presidente dell’Ater Chieti, Antonio Tavani, relativamente all’approvazione del progetto per la messa in sicurezza della palazzina al civico 27 di piazza 28 Dicembre. Un passo utile all’eventuale puntellamento dell’edificio per permettere alle famiglie di rientrare con il solo fine di recuperare gli effetti personali lasciati all’interno dopo lo sgombero immediato dovuto al rischio crollo dell’immobile. «Queste famiglie oltre al danno hanno ricevuto anche la beffa di dovere affrontare ulteriori spese impreviste, poiché tutto ciò che avevano è rimasto all’interno della palazzina. Così in tanti si sono ritrovati sprovvisti di beni di prima necessità, utensili per la cucina e vestiario, utili e fondamentali allo svolgimento della normale vita quotidiana», dice Stella. «In alcuni casi è stato necessario sborsare centinaia di euro per una seconda copia della chiave dell’auto. Pertanto chiederò un ristoro economico per queste famiglie che mi auguro possa trovare accoglimento da parte di tutte le forze politiche».
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle quindi conclude: «Perdere la propria casa non è solo perdere un luogo fisico, ma vuol dire perdere un punto di riferimento, spazi di libertà e di condivisione della vita familiare che ognuno di noi costruisce nel tempo. Pertanto auspico da parte dell’Ater un’accelerazione sui tempi di messa in sicurezza della palazzina, così da permettere agli inquilini di potere recuperare i propri beni, utili non soltanto per le esigenze primarie della loro vita quotidiana, ma anche cariche di affetto e di ricordi».
Nel frattempo proseguono i controlli anche sulle altre due palazzine gemelle a quella a rischio crollo, anch’esse sgomberate. «Non possiamo escludere che dopo l’esito degli accertamenti le ulteriori sedici famiglie interessate debbano lasciare le loro case», ha detto Tavani nei giorni scorsi.
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