Famiglie intossicate dopo il cenone di Capodanno, la ditta Genobile risponde: «Casi isolati su 4mila pasti»

Dispiaciuta l’azienda teatina: «Forse problemi ai box termici delle pietanze, da noi cotture e cibi controllati. Poche persone colpite e già in via di guarigione»
CHIETI. «Siamo un’azienda storica che cucina questo menù da oltre venti anni, siamo attenti a ogni preparazione». Si dice dispiaciuta per l’accaduto l’azienda simbolo della porchetta abruzzese, con sede a Torrevecchia Teatina, finita nel mirino dei Nas per una sospetta intossicazione alimentare che avrebbe mandato in Pronto soccorso circa una trentina di clienti che aveva mangiato l’asporto per il cenone di Capodanno. Alla ditta della famiglia Genobile, guidata da Nicola Genobile e dal figlio Domenico, ieri non sono arrivati solo i controlli dei Nas ma anche diverse chiamate delle famiglie che hanno avvertito i sintomi. Secondo la ditta, al momento «una piccola percentuale di clienti ha segnalato problematiche», dice al Centro Domenico Genobile che quest’anno ha toccato quota 4mila asporti venduti, «alcune famiglie ci hanno contattato direttamente. Parliamo di pochissimi clienti su grandi numeri, una percentuale molto bassa», sottolinea Genobile, respingendo l’idea di un problema generalizzato.
Le verifiche interne sono partite subito dopo le segnalazioni della Asl che si è trovata un numero anomalo di pazienti ricoverati che avevano consumato lo stesso menù poche ore prima. L’attenzione si è concentrata su diversi fattori: dal volume di produzione a un possibile ingrediente specifico, fino alle modalità di cottura di un primo piatto.
«Il problema forse potrebbe essere partito da una specifica fascia oraria di produzione e consegna, indicativamente quella delle ore 16», specifica Genobile, «il nostro servizio lavora su più fasce orarie e le segnalazioni sembrano concentrarsi in un arco temporale ben preciso». Sotto osservazione anche i box di conservazione durante il trasporto. L’azienda ribadisce di fornire sempre scatole termiche idonee al mantenimento della temperatura e di operare nel pieno rispetto delle normative vigenti: «I nostri sono prodotti freschi, cotti e abbattuti correttamente». Un menù che, viene ricordato, è realizzato da oltre vent’anni con le stesse procedure.
Particolare attenzione è stata riservata alla cottura dei primi, in particolare agli gnocchi presenti nel menù. «Cotti e abbattuti separatamente proprio per garantire la massima sicurezza alimentare. Le fasce di produzione, inoltre, sono separate e tutto il prodotto viene conservato correttamente. Non sono emerse criticità generali ma solo una casistica molto limitata e circoscritta».
Nel frattempo, l’azienda si è messa subito in contatto diretto con tutte le famiglie coinvolte: «Risultano attualmente in fase di guarigione». Un episodio forse isolato, dunque, che non intacca una storia professionale centenaria, ma che ha acceso i riflettori sull’importanza dei controlli e della trasparenza, soprattutto in occasioni simboliche come il veglione di Capodanno.
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