Fanghi dal porto, chiesti ulteriori studi

10 Ottobre 2017

Ortona. Dragaggio: il Comitato Via vuole approfondimenti sulla sabbia da scaricare tra Pescara e Silvi

ORTONA. Il Comitato di valutazione di impatto ambientale si è riunito per discutere dell’escavazione dei fondali del porto di Ortona. Lo ha fatto giovedì scorso in un tavolo al termine del quale ha chiesto ulteriori approfondimenti sul progetto che prevede l’immersione nel mare antistante il tratto costiero tra Silvi e Pescara di 342.000 metri cubi di fanghi che devono essere dragati dal porto di Ortona. Lo annuncia la Stazione Ornitologica Abruzzese, presieduta da Augusto De Sanctis. «Molte sono state le prese di posizione contrarie a questo progetto, compresa quella della Soa, visto che il mare Adriatico non può essere trattato come una discarica. L’immersione in mare crea una forte perturbazione sia nella colonna d’acqua sia nel fondo», dichiarano dalla Stazione Ornitologica Abruzzese. «In particolare il Comitato ha chiesto di verificare se l’area individuata per l’immersione sia ancora effettivamente disponibile in quanto il decreto ministeriale del 2011 che l’aveva individuata per lo scarico a mare di parte dei fanghi del porto di Pescara era limitato a questa località di provenienza dei materiali e comunque autorizzava un limite quantitativo di 72.621 metri cubi».
Nella riunione di giovedì, inoltre, il Comitato Via dopo aver ascoltato l’intervento del direttore dell’Area marina protetta del Cerrano, ha chiesto di approfondire l'eventuale interferenza con il Sito di interesse comunitario del Cerrano. «Riteniamo che su questo progetto ci debba essere la massima attenzione, visto che gli stessi studi depositati dal proponente indicano una situazione di sofferenza ambientale nell’area in cui si vorrebbe immergere il materiale», concludono dalla Stazione Ornitologica Abruzzese. «Pertanto non si può continuare come se nulla fosse, visto che l’obiettivo deve essere il miglioramento delle condizioni ambientali già in parte compromesse». (a.s.)
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