Farmacia, mancano le medicine salvavita

22 Luglio 2016

Rimandato a casa a mani vuote un neo trapiantato di fegato. Cerulli (Cittadinanzattiva): stop ai tagli sulle cure dei malati

CHIETI. La farmacia dell’ospedale? Un Far west per molti utenti che, periodicamente, devono fare i conti con un servizio inadeguato. A raccontare i disagi incontrati qualche giorno fa allo sportello della farmacia ospedaliera del policlinico è un sessantenne di Chieti che di recente ha subito un trapianto al fegato.

L’uomo si è presentato allo sportello con una ricetta sulla quale il medico aveva prescritto tre farmaci molto importanti per la sicurezza del paziente.

«Mai e poi mai mi sarei aspettato che nessuna delle medicine era disponibile» racconta il sessantenne «sono ancora convalescente e per me è già una fatica andare di persona alla farmacia ospedaliera per motivi che tutti conosciamo bene. Primo tra tutti la mancanza di parcheggi comodi. Se ci si mette pure il caldo tropicale di questi giorni il disagio si aggrava». Disagi su disagi: dopo tanta fatica il malato è tornato indietro a mani vuote.

«Ciò significa tornare in centro, fare il giro delle farmacie della città per scovare quella che ha i farmaci disponibili» prosegue il neo trapiantato «e se va male sei costretto a ordinarli e aspettare qualche giorno prima di averli pagando un mini ticket di 2 euro. E l’altro giorno, non sono stato l’unico ad essere rispedito a casa a mani vuote».

Alla farmacia ospedaliera capita anche di perdere le ricette. «Il medico ha assegnato due scatole di farmaci salva vita, ma quando sono venuto a ritirarle ne era disponibile solo una» racconta un altro malato «la ricetta è stata trattenuta con l’accordo che da lì a qualche giorno avrei potuto ritirare anche la seconda confezione. Bene, quando mi sono presentato per ritirare la medicina la mia ricetta era stata smarrita come avevo presagito qualche giorno prima». La scatola del farmaco è stata consegnata al malato, ma solo dopo le sue veementi proteste.

«La Regione deve smettere di tagliare le spese sui farmaci salvavita» commenta Aldo Cerulli, presidente regionale di Cittadinanzattiva «è grave che una farmacia ospedaliera non disponga di quel tipo di medicine. Va detto che quei farmaci recuperati dai privati alla Asl costeranno il doppio perché non in regime di convenzione con la casa che li produce».

«Le medicine mancano, le ricette si perdono» aggiunge Mauro Massi, presidente del Tribunale del malato di Chieti «è il sistema che va cambiato. I farmaci salvavita dovrebbero essere distribuiti dalle farmacie comunali per azzerare disagi ai malati».