Fattoria Vitafelice Qui si lavora per chi non ha nulla

Casalbordino, il parroco don Silvio a capo del progetto «Ci sono animali e terreno. Il sogno? Una sede più grande»
CASALBORDINO. Si chiama Vitafelice ed è una fattoria nella quale condivisione e rispetto del prossimo e della sua dignità sono le parole d’ordine. Qui c’è sempre posto per tutti, il sorriso ed una mano tesa per portare aiuto non si negano a nessuno. Non si lavora per il proprio tornaconto, si lavora perché chi non ha nulla, neppure il calore di un di un abbraccio o di uno sguardo affettuoso, possa avere qualcosa e non sentirsi l’ultimo.
Arrivare a Vitafelice non è difficile, basta allontanarsi dalla strada principale piuttosto trafficata per raggiungere la vecchia casa nella campagna alle porte del paese. Un casolare che forse non finirà mai in uno degli spot pubblicitari trasmessi in tv ma che per i volontari che se ne occupano senza risparmiarsi, è il punto di partenza di un grande progetto che sta muovendo i primi passi contando pure sull’aiuto di qualche benefattore.
Tutto nasce da un’idea di don Silvio Santovito, parroco del Santissimo Salvatore, insieme alla conferenza di San Francesco d’Assisi. Degli animali donati, altri accolti per evitare la macellazione, altri ancora raccolti e curati per poi essere rimessi in libertà, un pezzettino di terra che produce quel che serve per mandare avanti la fattoria, e i rumori e i profumi della natura che scandiscono le giornate. Cavalli, asini, pecore, capre, un alpaca, oche, conigli, porcellini d’india, maialini nani, gatti, cani, una mucca, galline, colombi e tartarughe d’acqua vivono a stretto contatto con l’uomo come una volta, mentre ragazzi e adulti diversamente abili della parrocchia e dei comuni vicini sono impegnati in attività laboratoriali e di aggregazione. «Alcuni di loro frequentavano la chiesa e si è sentita l’esigenza di offrire di più. Attualmente sono una decina, accudiscono gli animali, realizzano lavoretti per le festività parrocchiali, preparano dolci e confetture da vendere per sostenere le missioni, cantano e pregano insieme», racconta don Silvio. «Una decina di volontari li seguono e per qualificarsi stanno seguendo dei corsi di formazione», aggiunge il sacerdote. La fattoria, però, non è solo un punto di riferimento per i diversabili.
«Sono in aumento i ragazzi che vivono per strada di elemosine, vengono quasi tutti dalla Romania. Alcuni sono stati coinvolti nelle attività in cambio di vitto e alloggio. Uno addirittura si è fermato e fa da mediatore culturale con gli altri», raccontano i volontari.
Da qualche tempo, inoltre, dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 18, lavorano nella struttura anche tre detenuti della casa circondariale di Vasto che si rimboccano le maniche per dare un aiuto come possono. «Hanno un vissuto doloroso e soprattutto non c’è nessuno che li aspetti al di fuori del carcere. Per far fronte ai loro bisogni materiali è stato allestito un piccolo magazzino di vestiario e materiale utile», racconta il sacerdote. Dalla fattoria, poi, ogni sabato sera, soprattutto nel periodo invernale, parte un gruppo di persone che visita le stazioni vicine portando vestiario, bevande calde, panini ed il necessario ai senzatetto. Le richieste di assistenza e aiuto, nel giro di qualche mese, sono aumentate esponenzialmente per cui è necessario che Vitafelice ampli i propri spazi. «Il sogno? Avere una sede più grande. Ci sono due ettari di terreno pianeggianti con un grande uliveto dove potrebbero essere realizzati un salone per le attività, una casetta per un custode, due stanze per gli ospiti di passaggio, una piccola cappella e una stalla con un magazzino. Servono fondi, però, e quanti volessero sostenere questo progetto sono ben accolti. Intanto è nata l’associazione iscritta nell’elenco delle onlus», conclude don Silvio.
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