Fattura da 794mila euro, lite Telecom-Provincia

29 Novembre 2019

Il colosso della telefonia chiede il conto per la rete dei computer in sede e scuole Ma l’ente non vuole pagare: «La pretesa è infondata». Parte la causa in tribunale

CHIETI. È scontro aperto tra la Telecom e la Provincia di Chieti. Il colosso della telefonia presenta il conto e chiede il pagamento di 794.078,05 euro per lavori eseguiti ai computer dell’amministrazione e delle scuole superiori; la Provincia non vuole pagare e risponde che «sussistono i presupposti per contestare la fondatezza della pretesa». Un muro contro muro giudiziario che si trascina dal 2011 e ora approda davanti al tribunale delle imprese dell’Aquila. Quasi una partita a scacchi, iniziata con l’amministrazione dell’allora presidente Udc Enrico Di Giuseppantonio e che prosegue con Mario Pupillo del Pd: di fronte a una fattura vecchia di 8 anni mai saldata, la Telecom, prima, ha fatto ricorso al Tar di Pescara per contestare l’atto della Provincia che le ha negato l’importo richiesto come debito fuori bilancio e, poi, ha portato la Provincia stessa davanti al tribunale ordinario di Chieti. I giudici teatini, però, si sono chiamati fuori dichiarando l’incompetenza in favore della sezione specializzata in materia di imprese. E ora la causa riparte.
Al centro del contenzioso, ci sono i lavori di collegamento dei computer attraverso una rete locale (rete Lan): la Provincia parla di «presunti lavori». È l’amministrazione Di Giuseppantonio a bloccare il pagamento della fattura perché, così recita una delibera approvata dal consiglio provinciale, la richiesta della Telecom si fonderebbe su atti che sarebbero irregolari, atti redatti dalla Provincia. Così la Provincia contesta i propri atti: il documento di adozione del progetto «risulta privo del visto di regolarità contabile e della attestazione della copertura finanziaria»; l’approvazione del progetto sarebbe «parimenti privo del visto di regolarità contabile e della attestazione della copertura finanziaria»; «stipula, da parte del dirigente, di un contratto di locazione finanziaria con la società Teleleasing non preceduto da determinazione a contrattare o da atto amministrativo di approvazione del relativo schema»; «segnalazione, da parte di un altro dirigente, della nullità del contratto stipulato con la società Teleleasing»; «ricezione di nota con cui la società Teleleasing comunica di aver provveduto ad annullare il contratto di leasing, ad emettere note di credito a compensazione delle fatture a suo tempo trasmesse e di aver richiesto alla Telecom il ritiro dei beni oggetto del contratto di leasing». La stessa delibera precisa: «Ad oggi non risulta che sia stato condotto alcun accertamento, sugli eventuali e complessivi arricchimento ed utilità conseguiti dall’Ente, finalizzato all’eventuale attivazione della procedura di riconoscimento del debito fuori bilancio». Secondo la Provincia, servirebbe un consulente che controlli i lavori fatti per «un eventuale atto di collaudo».