Fatture mai pagate, i debiti ora finiscono sotto accusa

10 Dicembre 2020

Scontro sui tre milioni non versati al Consorzio di Bonifica, il consigliere Riccardo pronto a portare gli atti alla Corte dei Conti: «Valuterò se ci sono danni erariali»

CHIETI. Rischiano di finire davanti alla Corte dei Conti i debiti del Comune di Chieti. Ad annunciare che le carte del buco da 3,3 milioni nei confronti del Consorzio di Bonifica Centro finiranno sotto esame «per accertare le responsabilità politiche» è il consigliere Giampiero Riccardo (Chieti Viva). «E nel caso in cui fosse rinvenuto un danno per il bilancio del Comune», annuncia Riccardo, «lo segnalerò immediatamente alla Corte dei Conti affinché intervenga nei confronti di eventuali responsabili. Mi auguro che il sindaco Diego Ferrara voglia seguirmi su questa strada».
Il debito con il Consorzio di Bonifica per l’utilizzo dei depuratori di San Martino, Valle Para e Buon Consiglio si trascina dal 2017, pochi mesi dopo lo scandalo giudiziario che travolse proprio il Consorzio di Bonifica con 4 arresti. Da allora, i rubinetti dei pagamenti del Comune si sono chiusi fino a collezionare oltre 3 milioni di fatture inevase. Il risultato è che, dopo una prima pronuncia del tribunale di Chieti, anche il Tar di Pescara ha legittimato un decreto ingiuntivo da oltre 2 milioni. Nella causa, conclusa con sentenza del 19 luglio scorso, il Comune non si è costituito. Quindi, dopo il termine del 19 dicembre prossimo, il Consorzio di Bonifica potrebbe pignorare il conto del Comune. Un’onta che il sindaco vuole evitare: c’è stato già un primo incontro in videoconferenza con il commissario dell’ente, Paolo Costanzi, con l’obiettivo di dilazionare il debito. «In soli 50 giorni, questa nuova consiliatura si è occupata solo di debiti ereditati. Non sono per nulla meravigliato», dice Riccardo, «dalla notizia di 3,3 milioni di debito che il Comune ha contratto negli anni con il Consorzio di Bonifica. Resto invece sorpreso nel leggere sul decreto che, addirittura a maggio 2018, il Comune ha riconosciuto e sottoscritto il debito ed è forse per questo che l’ente ha rinunciato a difendersi in giudizio. In pratica», dice il consigliere, «sembra che l’amministrazione Di Primio ha deciso coscientemente di non pagare, forse per lasciarsi liquidità nell’immediato. Si tratta dell’ennesimo debito nascosto e scaricato sulle annualità future. Non siamo solo dinanzi a una discutibile gestione finanziaria dell’ente ma potremmo trovarci di fronte a un vero e proprio danno erariale scaricato sulle spalle di tutti i cittadini onesti che pagano le tasse».