Pretoro

«Fausto è morto dopo la caduta, condizioni della ciclovia orride»: i familiari chiedono chiarezza

8 Settembre 2026

La tragedia di Pretoro. I parenti del 62enne chiedono di fare luce sulle criticità del sentiero: «Lì si scivola anche a piedi». Il 62enne Fausto Pescara era uscito in bici sul tracciato che collega Miglianico a Guardiagrele. Indaga la procura

CHIETI. A provocare la morte di Fausto Pescara sono stati i traumi riportati nella caduta». È quanto fa sapere la famiglia del ciclista 62enne, trovato senza vita il primo settembre nel territorio di Pretoro. Resta invece da chiarire che cosa gli abbia fatto perdere il controllo della bicicletta e se le condizioni del percorso abbiano avuto un ruolo nell’incidente.

Il 62enne aveva imboccato all’altezza di Casacanditella il percorso C della Rete ciclabile della Provincia di Chieti, il tracciato che collega Miglianico a Guardiagrele. I familiari hanno ricostruito il tragitto e sono tornati sul posto, documentando con numerose fotografie le condizioni della strada attraversata dall’uomo prima della caduta. «Stiamo attenzionando la strada che ha seguito», racconta il figlio, «e siamo rimasti inorriditi nel verificarne le condizioni».

I familiari richiamano l’attenzione sulla segnaletica rivolta a ciclisti e turisti: «La strada in questione è una ciclovia, segnalata con ogni tipo di cartello come percorso ciclabile turistico, ma si trova in condizioni disastrose. Si scivola anche a piedi» Le fotografie raccolte durante il sopralluogo mostrano un fondo fortemente irregolare, con solchi, pietre, vegetazione e diversi passaggi scivolosi. Secondo i familiari, in alcuni tratti procedere in bicicletta diventa particolarmente difficile.

Criticità sulle quali chiedono di fare luce anche per evitare altri incidenti lungo un itinerario promosso a fini turistici. Spetterà agli accertamenti chiarire la dinamica e verificare se il fondo abbia contribuito a fargli perdere il controllo della sua gravel.

«Indipendentemente dall’esito degli esami», prosegue il figlio, «continueremo ad attenzionare questa strada perché è vergognosa». I familiari vogliono richiamare l’attenzione sulla manutenzione e sulla sicurezza del percorso, oltre a individuare l’ente competente sul tratto. La procura di Chieti ha aperto un fascicolo a carico di ignoti. La pm Marika Ponziani ha disposto gli accertamenti tecnici, affidando l’incarico al medico legale Cristian D’Ovidio.

L’esame autoptico si è svolto il 3 settembre all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. La relazione conclusiva dovrà fornire ulteriori elementi sulla dinamica del decesso e verificare anche l’eventuale presenza di condizioni che possano avere preceduto la caduta.

Pescara era uscito lunedì 31 agosto mattina in sella alla sua gravel per uno dei suoi abituali giri in bicicletta, ma non aveva fatto ritorno a casa. Con il passare delle ore e l’impossibilità di mettersi in contatto con lui, la moglie aveva lanciato l’allarme facendo scattare le ricerche. L’ultimo aggancio del telefono cellulare aveva indirizzato le squadre verso Casacanditella, da dove il 62enne aveva imboccato il sentiero della rete ciclabile provinciale. Le operazioni erano poi proseguite nell’area compresa tra Fara Filiorum Petri e Pretoro, seguendo il possibile tragitto del ciclista. Il corpo era stato individuato nel primo pomeriggio di martedì, intorno alle 14, grazie a un drone dei vigili del fuoco. Il copro senza vita di Pescara si trovava lungo una discesa nel territorio di Pretoro e aveva ancora il casco in testa.