«Fausto è con noi» Il grido di Filippone

Maxi striscione nel quartiere per ricordare il musicista ucciso E l’11 novembre, giorno del compleanno, festa al centro sociale
CHIETI. «Fausto sempre con noi». A un anno dalla morte, Filippone, il quartiere di Fausto Di Marco, il musicista ucciso a 39 anni dopo una notte in giro per locali allo Scalo, lo ricorda con due striscioni appesi alla ringhiera davanti al Gran Caffè Filippone. Martedì, il parroco del quartiere don Carlo Angelini ha celebrato una messa in sua memoria, alla quale ha partecipato anche la famiglia, oltre che i tanti amici. Questi ultimi si sono poi ritrovati al locale Cueva Brigante, il pub dove Fausto era di casa. Per la sua morte sta scontando 30 anni di carcere il 25enne Emanuele Cipressi, che la notte del 9 ottobre 2016 gli sferrò il colpo mortale alla gola con un coccio di vetro di bottiglia. «30 anni comunque non ci ridaranno Fausto», dice l’amica Roberta Desiderio, «lui, comunque, era una persona tale che anche quando non c’è, c’è sempre. Il suo ricordo non scompare, perché era davvero eccezionale». Roberta annuncia una festa che si terrà l’11 novembre prossimo al centro sociale di Filippone, giorno in cui Fausto Di Marco avrebbe compiuto 41 anni. «Penso che questo appuntamento, nel giorno del compleanno di Fausto, lo ripeteremo per molto tempo», dice l’amica. Che ci tiene anche a sottolineare alcune caratteristiche del carattere del musicista scomparso, che a suo dire non combaciano con quanto sarebbe successo la notte della lite con Cipressi. «Fausto era educatissimo», dice l’amica, «mai avrebbe fatto il gesto di tirare patatine o bicchieri contro qualcuno, come è stato raccontato più volte. Lo conoscevo molto bene e, anche se poteva aver bevuto, certe cose non erano nel suo modo di fare. Era una persona anche piuttosto timida e riservata, anche se aveva amici dappertutto e di tutte le età, perché sapeva sempre rapportarsi molto bene con tutti. È passato un anno da quella notte», dice infine la ragazza, «ma il dolore non è passato. Ed è rimasto solo un grande vuoto». (a.i.)

