Fca: rispettiamo gli impegni con gli operai

29 Maggio 2019

L’ad Manley e la fusione tra le due multinazionali dopo la fine del patto con Psa: continuate a lavorare come avete sempre fatto

ATESSA. La trattativa è già in fase avanzata: Fca e Renault si fonderanno in un’unica società con l’obiettivo «di creare uno dei principali gruppi automobilistici del mondo con un potenziale di vendite di quasi 9 milioni di veicoli annui, attraverso uno straordinario portafoglio di marchi in quasi tutti i mercati del mondo». È la novità delle ultime ore, arrivata ai componenti del comitato esecutivo delle rsa di Sevel, per voce di un rappresentante della direzione aziendale che ha letto loro la lettera inviata a tutti gli stabilimenti del gruppo Fca dall’amministratore delegato Michael Manley. L’impatto su Sevel di una delle più ambiziose fusioni degli ultimi tempi è doppiamente importante. Da un lato ci sono i riflessi economici della proposta di Fca al gruppo Renault (fusione paritaria 50/50), con la prospettiva di mettere insieme competenze, modelli e professionalità per la creazione di una nuova società che diventerebbe il primo produttore mondiale di veicoli; dall’altro c’è l’accordo con Psa (Peugoet-Citroen) che, a questo punto, dopo il 2023 non avrebbe più ragione di esistere. Psa, a sua volta, ha annunciato solo pochi giorni fa di essere pronta entro il 2021 a produrre in Polonia 100mila furgoni di grosse dimensioni l’anno, gli stessi che in Sevel vengono prodotti solo in piccole quantità (500 l'anno).
Cosa ne sarà dunque dell’accordo di joint-venture tra Fca e Psa in piedi in Sevel dal 1978? E quali conseguenze si abbatteranno sui circa 7mila dipendenti attuali di Sevel? Al momento le particolarità del piano di Fca, che prevede di concludere la fusione con Renault in oltre un anno, non sono state illustrate.
Ma su una cosa Manley è stato chiaro: «I benefici dell’operazione proposta», si legge nella lettera, «non si ottengono dalla chiusura di stabilimenti, ma poggiano, invece, sulla capacità della nuova società risultante dalla fusione di investire capitale in modo più efficiente nelle piattaforme globali dei veicoli, nei sistemi di propulsione, nelle architetture e nelle nuove tecnologie producendo oltre 5 miliardi di euro stimati». Ancora. «Abbiamo lavorato bene per arrivare a questo punto», scrive Manley, «in Fca, la nostra storia parla da sola e ha dato a noi e a groupe Renault un senso di fiducia su quello che possiamo raggiungere. Crediamo che i benefici che matureranno da una fusione di groupe Renault e Fca si estenderanno anche ai partner dell’alleanza - Mitsubishi e Nissan - e non vediamo l’ora di coinvolgerli in opportunità ancora più grandi e reciprocamente vantaggiose. Per noi questa operazione ha il potenziale per aggiungere valore a tutto campo: per Fca, groupe Renault e per tutti i nostri stakeholder». E agli stabilimenti e ai lavoratori del gruppo un ultimo monito: «Continuate a rispettare gli impegni, io farò lo stesso». (d.d.l.)
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