Febbo contro la Baomarc: deve rispettare gli accordi

25 Ottobre 2020

L’ex assessore chiede un nuovo incontro urgente con l’azienda: è inadempiente Dopo due anni i 162 lavoratori ex Honeywell non sono stati ancora riassunti 

ATESSA. «Baomarc si sta purtroppo comportando da latitante e inadempiente». Mauro Febbo, ex assessore alle Attività produttive, ma «ancora al lavoro fino al passaggio di consegne in consiglio regionale», come tiene a ribadire, punta il dito contro la multinazionale dell’acciaio che in Val di Sangro, nello stabilimento prima occupato dalla Honeywell e cedutole gratuitamente (al costo simbolico di un euro), dovrebbe avviare un investimento di circa 30milioni di euro per realizzare uno stabilimento a servizio di componenti di acciaio per la Sevel, potenziare lo stabilimento già esistente nel territorio di Lanciano e riassorbire 162 ex dipendenti Honeywell.
La convocazione da parte dell'assessore al Lavoro Fioretti di un incontro in video conferenza doveva sancire lo stato dell'arte del processo di reindustrializzazione. Baomarc ha invece ricordato un accordo (a cui si dicono estranei i sindacati) per aiuti economici dalla Regione, pena la ridiscussione delle assunzioni degli ex Honeywell.
«Il contributo di 8mila euro per ogni lavoratore riassorbito», precisa invece Febbo, «è previsto dalle norme nazionali, ed è automatico se viene presentata domanda, come tutti i consulenti del lavoro sanno benissimo. Non risulta presentata alcuna domanda di finanziamento agevolato da parte della Baomarc su investimenti da fare né al mio dipartimento, nè ad Invitalia, né al Mise nonostante i tecnici regionali abbiano incontrato e prospettato all’azienda tutte le ipotesi per accedere alle risorse a disposizione. La Baomarc», prosegue Febbo, «da mesi è in ritardo con il cronoprogramma che ha presentato per i 162 lavoratori che si era impegnata ad assumere. Con notevole ritardo ne ha ripresi solo 10, peraltro tenendo all’oscuro delle modalità di riassunzione sia le organizzazioni sindacali che la Regione. Chiederò al nuovo assessore la convocazione urgente di un nuovo tavolo, a cui sarò sicuramente presente, per chiedere alla Baomarc il rispetto degli accordi presi e quindi il riassorbimento dei 162 lavoratori ex Honeywell».
Sulla questione interviene anche Ugl, tramite i rappresentanti regionale e provinciale Gianna De Amicis e Giuseppe Saraceni. «La società ha l'obbligo di attuare il programma senza clausole di tipo vessatorie sulla base dell’accordo sottoscritto al Mise il 16 febbraio 2018», dichiara Ugl, «il Mise lo scorso 10 giugno aveva sottolineato l’obbligo a "procedere" della Baomarc, a prescindere dalla presenza di aiuti o incentivi. Baomarc ha già goduto l'acquisizione "gratuita" di uno stabilimento del valore di 13 milioni di euro proprio in virtù dell'accordo al Mise, ma dopo 2 anni ha assunto solo 20 ex Honeywell di cui 4 rispediti a casa. Un processo di reindustrializzazione dovrebbe porsi l’obiettivo della rioccupazione, non di scegliere dipendenti come mele al mercato».