Febbo: nessun intervento solo spot elettorali di Paolucci

CASOLI. Per il consigliere regionale Mauro Febbo restano tutti i dubbi sul destino dell’ospedale di Casoli, così come quello degli altri presidi di Guardiagrele, Atessa, Gissi, Penna, Pescina e...
CASOLI. Per il consigliere regionale Mauro Febbo restano tutti i dubbi sul destino dell’ospedale di Casoli, così come quello degli altri presidi di Guardiagrele, Atessa, Gissi, Penna, Pescina e Tagliacozzo. L’assenza dell’assessore regionale Silvio Paolucci, del direttore del Dipartimento sanità Angelo Muraglia e del direttore dell’Agenzia sanitaria Alfonso Mascitelli alla commissione vigilanza indetta da Febbo per ieri è stata presa dal consigliere regionale come la conferma delle sue tesi, secondo cui le due delibere di giunta regionale su questi presidi sanitari non contenevano altro «atti elettorali» e nulla di davvero concreto a favore del territorio. Le due delibere in questione sono la 823, che prometteva interventi a favore delle strutture sanitarie di Casoli, Guardiagrele, Gissi, Pescina e Tagliacozzo, e la 824 che prevedeva la rimodulazione della rete ospedaliera con interventi a sostegno dell’ospedale di Atessa, che doveva diventare ospedale di zona disagiata, e di Guardiagrele e Penne.
«Non presentarsi alle audizioni della seduta», dice Febbo, «alla quale partecipano sia i consiglieri di maggiorana sia quelli delle minoranze, ci svela finalmente il bluff messo in piedi in queste ultime settimane dall’assessore Paolucci. Ho chiesto di avere delucidazioni in merito agli atti propedeutici alle due delibere approvate a fine ottobre. Inoltre è indispensabile comprendere sia la posizione dei Ministeri competenti sia la valutazione del Tavolo di monitoraggio che si è tenuto il 15 novembre qualora, ma ne dubito, fossero state prese in esame. Pertanto, alla luce delle gravi assenze riscontrate rimangono in piedi tutte le mie perplessità, diventate ormai certezze, più volte manifestate in merito alle delibere numero 823 e 824 in quanto i loro contenuti non vengono confermati né dalle strutture amministrative né, cosa più grave, vengono supportati dalle strutture tecniche e amministrative della Regione».

