Febo indagato, FI: deve dimettersi Ma Ferrara gli conferma la fiducia

21 Luglio 2023

Il presidente del consiglio comunale, coinvolto come direttore dei lavori, decide di restare in sella L’opposizione è spaccata. Zappone va all’attacco, Fratelli d’Italia: «Noi siamo garantisti sempre»

CHIETI. «Il presidente del consiglio comunale Luigi Febo deve dimettersi». È la richiesta avanzata da Forza Italia a seguito dell’inchiesta sul cimitero di Francavilla che vede Febo tra gli indagati. La maggioranza fa quadrato attorno al presidente del consiglio, il sindaco Diego Ferrara gli assicura massima solidarietà, «sia come professionista che come politico che come persona», ma al Comune scoppia la polemica. E per Febo, già bersaglio degli attacchi della minoranza per la conduzione del consiglio comunale, arriva la richiesta di dimissioni da parte di Forza Italia. Anche se questa volta l’opposizione non appare compatta.
L’INCHIESTA
L’indagine della procura teatina è arrivata alla ribalta della cronaca due giorni fa, quando è scattato il sequestro del cimitero di Francavilla al Mare. All’origine del blitz dei carabinieri c’è il ritrovamento di resti umani interrati insieme a rifiuti anche pericolosi. Nell’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Giancarlo Ciani, in quattro sono accusati di soppressione di cadavere, gestione o realizzazione di una discarica non autorizzata e frode nelle pubbliche forniture. Tra loro c’è anche il presidente Febo che si dice a disposizione della magistratura per chiarire quanto prima la sua posizione.
FORZA ITALIA: «VIA FEBO»
A chiedere le dimissioni di Febo da presidente del consiglio comunale è il neo capogruppo forzista nel consiglio teatino Damiano Zappone. La sua è una posizione nettamente accusatoria, perché, dice, «Febo da direttore dei lavori non può essere estraneo ai fatti». Zappone giudica «gravissimo quanto emerge dall’indagine che sta conducendo la procura, con un recente blitz dei carabinieri in cui sono state ritrovate parti di cadaveri tra i rifiuti. E di tutto questo, che parrebbe andare avanti ormai da 5 o 6 anni, Luigi Febo non può non esserne al corrente da direttore dei lavori. Motivo per cui, pur riponendo la massima fiducia nelle parole di Febo in cui si dichiara pronto a chiarire tutto, viene meno alla base l’opportunità politica che nel frattempo continui a svolgere il ruolo di presidente del consiglio, dal quale gli chiedo di dimettersi per rispetto delle istituzioni e dei cittadini di Chieti e di Francavilla. Altrimenti con tutta l’opposizione ci vedremo costretti a chiedere la sua sfiducia».
FDI GARANTISTA
Più garantista la posizione del capogruppo di Fratelli d’Italia Carla Di Biase: «Riteniamo che la giustizia debba fare il suo corso, ma non sta a noi giudicare l’operato professionale dell’individuo trasformandola in condanna mediatica anticipata. Per cultura politica noi siamo garantisti sempre, chiunque sia il soggetto indagato, prescindendo dalla sua appartenenza partitica. Sono, però, certa che il presidente Febo, ove ravvisasse elementi che possano ledere la sua onorabilità politica, quella del suo ruolo in Comune o dell'intero consiglio comunale che rappresenta, saprà egli stesso fare un passo indietro nell’interesse della collettività. Per formazione personale e familiare auguro all’amico Luigi di chiarire al più presto la propria posizione, dimostrando la sua estraneità alla vicenda e ai fatti contestatigli».
FERRARA: «FIDUCIA A FEBO»
Fiducia piena a Febo arriva da sindaco e maggioranza: «Siamo certi che Febo saprà chiarire la sua posizione. Siamo certi che chi conduce le indagini lo farà, andando a fondo ai fatti e ai ruoli che possono essere ben ricostruiti e accertati». Lo schieramento di centrosinistra e civico si augura che l’inchiesta possa avere tempi brevi: «Conosciamo Febo personalmente e politicamente e ci auguriamo che sulla sua posizione venga fatta luce al più presto, perché non ci siano riflessi né sul fronte professionale, né su quello politico, come qualcuno sta cercando sgradevolmente di fare a mezzo stampa, emettendo giudizi senza essere organo giudicante e provando a scrivere sentenze senza conoscere i fatti di cui si parla, ma soprattutto senza avere né il ruolo adatto, né la posizione opportuna per farlo», il riferimento è diretto a Forza Italia. «Da parte nostra la fiducia resta. In consiglio ci aspettano lavori e procedimenti importanti per Chieti e siamo pronti ad andare avanti. La sua presidenza non è in discussione, viene da una lunga storia amministrativa, oltre che politica e fino a oggi è stata di garanzia e plurale, come dovrebbe esserlo per chi rappresenta la città in uno dei peggiori momenti della storia amministrativa teatina». Per il Pd, «la richiesta di dimissioni avanzata da Zappone è del tutto pretestuosa, provocatoria e inaccoglibile: il suo è un ragionamento giustizialista, politicamente speculatorio e spregiudicato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA