Ferrara al vertice di Forza Nuova È bufera, anche il Pd lo attacca

I dem criticano l’incontro con Fiore, arrestato per l’assalto alla sede Cgil. Marongiu: «Inopportuno» Paolucci: «Non sarei andato». Ma il sindaco si difende: «Ho risposto a un invito, non sposo quei valori»
CHIETI. C’è chi si è dissociato «politicamente e personalmente», chi parla di «presenza inopportuna, soprattutto in questo momento storico», chi si affretta a ribadire che, al posto del sindaco Diego Ferrara, mai e poi mai avrebbe accettato l’invito a partecipare a un convegno di Foza Nuova accanto al leader e fondatore del movimento politico di estrema destra Roberto Fiore e ai responsabili locali del partito. Una vera e propria bufera, insomma, scoppiata all’interno della maggioranza di centrosinistra del Comune di Chieti e tra le fila provinciali e regionali del Partito democratico. Una bufera che coinvolge di striscio anche la Cgil, sindacato storicamente vicino ai programmi e agli ideali dei dem, vittima nell’ottobre 2021 di un assalto armato alla sede di Roma condotto da Fiore, poi arrestato, e da altri simpatizzanti di Forza nuova, e di altri attacchi vandalici alle sedi locali abruzzesi di Ortona, Pescara e Teramo.
A finire sulla graticola è il sindaco Ferrara che, domenica sera, invitato a un convegno di Forza Nuova al Grande Albergo Abruzzo, non solo ha deciso di partecipare, ma ha anche preso la parola durante un intervento che è stato poi pubblicato sui social e ripreso in un articolo del Centro. Ad essere criticate non sono le parole del primo cittadino, che si definisce «sindaco di tutti, anche di chi è politicamente molto lontano da me», ma l’opportunità di aver partecipato a un’iniziativa di una forza politica discussa che, tra le altre cose, ha guidato la deriva violenta delle proteste contro il green pass. «La presenza del sindaco a un incontro di Forza nuova è sempre inopportuna, specie in questi momenti storici in cui notiamo il ritorno di valori fascisti e di estrema destra», dice senza mezzi termini il segretario provinciale del Pd Leo Marongiu, «non conosco nei dettagli la vicenda e gli argomenti di discussione, ma di questi tempi bisogna essere più prudenti nei confronti della propria comunità. Il sindaco è di tutti, è vero, è legittimato e ha il dovere di ascoltare e recepire le istanze della cittadinanza, ma partecipare a un convegno politico di una forza di estrema destra è un’altra cosa». «Io non sarei andato», rimarca il capogruppo regionale del Pd Silvio Paolucci, «non conosco le ragioni per cui è andato, ma conosco la sua buona fede e la sua storia politica. La sua partecipazione non è certo un’adesione a ciò che Forza Nuova rappresenta, afferma e fa. Né un riconoscimento degli ideali e delle azioni promosse da Forza Nuova, come lui stesso mi pare abbia precisato chiaramente. E questo conta».
Franco Spina, segretario provinciale della Cgil di Chieti, pur dicendosi «personalmente non contento» preferisce, tuttavia, non intervenire sulle scelte e sull’opportunità politica di Ferrara. «Il sindaco è un’istituzione e può fare quello che vuole, i comportamenti vanno valutati rispetto agli atti che compie e su questo si basa il nostro giudizio».
Chi si affretta a prendere le distanze pubblicamente, attraverso una nota ampia e articolata in cui cita la liberazione dal nazifascismo, gli attacchi alle sedi della Cgil e i valori costituzionali antifascisti alla base del manifesto del Pd, è Barbara Di Roberto, consigliera comunale Pd di Chieti: «Nel rispetto dovuto all’autonomia del sindaco, mi dissocio politicamente e personalmente dalla scelta di partecipare al convegno di Forza Nuova». «Nella forma», spiega Di Roberto, «non posso che condividere le dichiarazioni rese dal Sindaco Ferrara che legittimamente e autonomamente ha risposto favorevolmente all’invito di Forza nuova in qualità di “sindaco di tutti”. Ma nel merito, quale esponente Pd di consiglio comunale e di segreteria del partito provinciale, con la stessa legittimità e autonomia di azione e pensiero, devo dissociarmi». Pur riconoscendo a Ferrara e alla sua Giunta «il merito degli sforzi messi in campo per il bene della città», Di Roberto ribadisce i problemi della città di Chieti: «Forse a questo bisognerebbe pensare: a non gratificare con gratuita visibilità esponenti partitici che spesso vediamo al fianco delle forze politiche nazionali che a loro continuano a strizzare l’occhiolino. Forze partitiche, che con i dovuti distinguo riconosciuti alle persone, sono comunque presenti nel nostro consiglio comunale, ancorché impegnate in propaganda politico elettorale sull’intero territorio comunale, provinciale e regionale».
La posizione di Ferrara è affidata a una nota. «Il sindaco che interviene a un’iniziativa non vietata da altre autorità», si legge, «non aderisce a un’ideologia, ma risponde a un invito come sindaco di una città che non teme il confronto. Per questo sono andato. Non c’è stata alcuna adesione politica al movimento di cui ben conosco la storia e gli argomenti. Né un riconoscimento politico di questa formazione, o di chi ne fa parte, che sono e restano diametralmente opposti e distanti dalla mia formazione e posizione politica, com’è ovvio che sia e come ho più volte sottolineato anche durante il mio intervento. Essere sindaco di tutti, però, dal mio punto di vista non è sottrarsi al confronto, anche il più difficile, ma andarci con la forza dei propri valori, delle proprie ragioni politiche e, soprattutto, come espressione di una democrazia regolata dalla Costituzione e dalle leggi che sono il mio riferimento da sempre».
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