Ferrara contro il centrodestra: le responsabilità verranno a galla

Il sindaco e la giunta rispondono all’opposizione che invoca un vertice su conti in rosso e predissesto «Presentano interrogazioni inquisitorie e vogliono commissioni-processo, ma i debiti li hanno fatti loro»
CHIETI. «Le responsabilità verranno tutte a galla». Sul buco da 78 milioni di euro con il rischio che il Comune precipiti in dissesto, il sindaco Diego Ferrara e tutti gli assessori rispondono così all’opposizione che invoca una seduta del consiglio comunale sull’ultimo debito da 4 milioni per i rifiuti rispuntato nei giorni scorsi e una riunione della commissione Vigilanza sulla revoca dell’incarico a Massimo Marchetti, amministratore unico della Teateservizi. «Ci pare incomprensibile essere destinatari di interrogazioni inquisitorie e commissioni-processo», dicono il sindaco e la giunta, «ma ben vengano le interrogazioni di Fratelli d’Italia sul credito di Formula Ambiente verso il Comune e le commissioni controllo e garanzia: saremo lieti di spiegare bene a tutta la città da cosa nascono le richieste della società di gestione dei rifiuti e soprattutto quale governo cittadino ha generato quelle cifre, che si riferiscono al 2015, 2016 e 2017, quando a governare non era l’amministrazione Ferrara. Anzi, potrebbe essere l’occasione giusta perché siano loro a spiegare a noi da dove arrivano quegli importi».
La situazione delle finanze comunali torna al centro della polemica tra gli scambi di accusa. L’amministrazione Ferrara è in carica dal 5 ottobre 2020 e sostiene di essere mobilitata per il risanamento dei conti in rosso; prima, dal 2010 al 2020, ha governato il centrodestra che afferma invece che i debiti non ci sono. Tra i due litiganti, la Corte dei conti la vede così: «Perdurante squilibrio finanziario».
«La nostra giunta, da ottobre 2020, è consapevole dello stato dei conti del Comune ed è quella che non è stata con le mani in mano, ma sta facendo di tutto per evitare alla città un nuovo dissesto, riuscendo persino a ottenere in un solo anno di lavoro oltre 40 milioni di finanziamenti, i più imponenti degli ultimi dieci anni, per poterle dare opere e servizi che merita e vederla rinascere», affermano Ferrara e gli assessori, «quando ci siamo insediati abbiamo dovuto fare una ricognizione capillare e approfondita del debito dell’ente per avviare il piano di riequilibrio». L’amministrazione Ferrara ha imboccato la strada del predissesto: ora il Comune è in attesa del via libera del ministero dell’Interno e della Corte dei conti. In mezzo però c’è un’altra richiesta di 4 milioni dal gestore dei rifiuti: «Stiamo definendo un accordo con Formula Ambiente che non solo sarà in linea con il risanamento dei conti», dice la giunta, «ma ci consentirà di evitare un contenzioso milionario e ridurre il dovuto a una cifra notevolmente inferiore a quella maturata da chi ha governato prima di noi. Con l’intesa potremo anche dilazionarla negli anni, in modo che il Comune possa pagarla e la società continuare ad operare». La Corte dei conti, nel frattempo, ha sospeso il giudizio sul Comune: «Rispetto al pronunciamento della Corte dei conti, che peraltro è stata messa al corrente dal ragioniere capo del Comune del lavoro in itinere sulle cifre dovute a Formula Ambiente e per questo si è espressa, il fatto che si cerchi di attribuire, ancora una volta, a chi governa oggi osservazioni che invece riguardano i bilanci del Comune varati nel 2018, 2019 e 2020 dalla precedente amministrazione di centrodestra, dà oltremodo la misura del peso politico di chi ha governato, esponendo la città al nuovo baratro dentro cui noi non vogliamo vederla cadere». Ferrara e gli assessori sfidano la minoranza: «Le responsabilità verranno tutte a galla, perché si tratta di un processo che avviene in trasparenza e di una esposizione che ha avuto un preciso inizio e una evoluzione negli anni in cui noi eravamo nei banchi dell’opposizione». Poi, un attacco: «In caso di dissesto, come bene sa chi lo ha vissuto nel 1993, l’ex maggioranza dell’amministrazione Di Primio non avrebbe potuto ricandidarsi per 10 anni. Se sono in consiglio, è perché noi abbiamo optato per il riequilibrio. In questi mesi abbiamo anche cercato di evitare la polemica e trovare una soluzione serena e pacificatoria a questo stato dei fatti, ma dai post sui social e dalle iniziative che vediamo ci rendiamo conto che forse è stato tempo perso».

