Ferrara e Paolucci: dal centrodestra solo tagli all’ospedale

10 Settembre 2020

Il Pd va all’attacco: anche se l’emergenza Covid è finita l’attività non è ancora ripartita, 40mila interventi in attesa

CHIETI. «Taglio di risorse e cattiva organizzazione». È la fotografia della sanità locale scattata dal Partito democratico ieri in conferenza stampa con il candidato sindaco Diego Ferrara e l’ex assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci. Insieme a loro c’erano i candidati nella lista Pd Filippo Di Giovanni, Chiara Zappalorto e Gianluca Squicciarini. Ferrara, da candidato sindaco, ma soprattutto da medico, attacca duramente Asl e Regione: ha parlato di «ritardi e inadempienze nel periodo Covid, a partire da tamponi» e dell’esperienza personale di medico di famiglia «costretto a pietire un tampone», la cui risposta è arrivata dopo 17 giorni, durante i quali «sono stato potenzialmente un bomba virologica». Tutto questo quando, secondo Ferrara, «la Asl avrebbe potuto fare i tamponi nel proprio laboratorio analisi a costo zero, anziché pagarli 70 euro ognuno a Teramo, semplicemente adeguando la struttura con poche centinaia di euro». Ferrara è un fiume in piena: «Ora che la fase emergenziale è terminata non capiamo perché l’ospedale non torni a pieno ritmo. Uno studio della Federazione nazionale dei medici di famiglia ha attestato che ci sarà un aumento della mortalità dei pazienti cronici che in questo periodo non sono stati curati tempestivamente». Gli fa eco Paolucci: «Sono 40mila le prestazioni in attesa della Asl teatina, a cui vanno aggiunti i circa 4mila interventi chirurgici ugualmente in attesa, anche perché il reparto di Chirurgia da dicembre 2018 è senza primario che la Asl non si decide a nominare». Paolucci ricorda anche i 30 milioni di euro «scippati da questa giunta regionale all’ospedale teatino. I fondi li avevamo stanziati noi nei 2018, loro li hanno tolti per ripianare il debito fatto dalla loro gestione nel 2019. Hanno rinviato gli interventi del Masterplan, come quello per il collegamento veloce dall’ospedale al colle, dicendo che la programmazione era in ritardo, ma sono stati loro a non fare neanche un incontro in 20 mesi, dunque sono loro la causa del ritardo. Bloccato anche il progetto dell’Unità di cure primarie per cui la nostra giunta aveva stanziato fondi. Al palo anche il progetto della radioterapia oncologica per i bambini per cui avevano lasciato 20 milioni di euro. E poi c’è la questione del distretto sanitario scalino ancora chiuso. Se a questo si aggiunge il taglio dei fondi per il Sir scalino, Sito di interesse regionale per l’inquinamento, si capisce come il centrodestra sta trattando la città». (a.i.)