Ferrara: «La mia ricandidatura? Ora la volontà c’è, valuteremo Il dissesto non è una sciagura»

Il sindaco: «Con i 60 milioni del Pnrr porteremo a termine opere strategiche La mia maggioranza è variegata: mugugni inevitabili, ma poi facciamo pace»
CHIETI. «La volontà c’è, ma è tutto ancora da valutare». Incalzato dalle domande del direttore di Rete8 Carmine Perantuono, il sindaco Diego Ferrara gira intorno alla possibilità di ricandidarsi e si sbottona solo a fine trasmissione. Il sindaco di Chieti è stato il protagonista della trasmissione “I fatti e le opinioni” andata in onda ieri sera, anche questa volta in collaborazione con il quotidiano il Centro. Ferrara ha risposto a tutte le domande, a partire dal dissesto dell’ente, il secondo della storia della città, per poi arrivare ai temi di stretta attualità come la mensa scolastica non ancora ripartita, la sanità, le elezioni regionali e anche, appunto, la possibilità di ricandidarsi a sindaco della città.
Ferrara, quali sono le conseguenze concrete del dissesto per i cittadini di Chieti?
«Certamente la situazione è difficile, ma il dissesto non deve essere vissuto dai cittadini come una sciagura. Per la città ci saranno una diminuzione di servizi, che noi comunque come amministrazione stiamo cercando di smussare al massimo, un aumento delle imposte comunale, che però noi abbiamo già trovato per la gran parte al massimo. Ma nel frattempo siamo anche riusciti a intercettare ben 60 milioni di fondi Pnrr con cui porteremo a termine nei prossimi anni importanti progetti strutturali per la città e che riusciremo a compensare le problematiche determinate dal dissesto».
Il dissesto comporta problemi anche a livello organizzativo: a partire dalla necessità di redigere un bilancio “stabilmente riequilibrato” nei tempi dettati dalle norme. L’opposizione ritiene che siate fuori termine: si rischia lo scioglimento del consiglio comunale?
«Non è così. Non si corre questo rischio perché la bozza di bilancio approvata in giunta è stata inviata al ministero entro il termine prefissato, e nella lettera di accompagnamento è stata anche indicata la data in cui il bilancio sarebbe passato in consiglio comunale. Dunque, non c’è stata inerzia. E infatti non è arrivata alcuna diffida da parte del prefetto né, a tutt’oggi, abbiamo ricevuto rimproveri o recriminazioni da parte del ministero. Quindi le lamentele dell’opposizione, oltre che strumentali, sono controproducenti nei confronti della città. Di fronte alla loro presa di posizione, mi sono chiesto se abbiano davvero a cuore le sorti della città e quindi vogliano che questo bilancio vada in porto, dando a Chieti la possibilità di riemergere, o la vogliono definitivamente affossare».
Gli studenti delle scuole sono ancora senza servizio mensa, come avete intenzione di risolvere il problema?
«Da quando alla ripresa dell’anno scolastico abbiamo deciso di rescindere il contratto col gestore per problematiche economiche, ci siamo subito posti il problema di come svolgere il servizio intanto che non sarà arrivata la ditta vincitrice della gara d’appalto che stiamo preparando. Abbiamo esperito diverse soluzioni. Il 18 dicembre scorso abbiamo approvato in consiglio comunale un emendamento che ci permette di indire una gara per un affidamento temporaneo, al momento per due mesi. Il 21 dicembre abbiamo avviato la procedura, l’avviso è stato pubblicato il 27 con la scadenza al 5 gennaio per le manifestazioni d'interesse. Sono arrivate tre offerte: ora le ditte hanno tempo fino al 30 di gennaio per presentare il loro progetto. Immediatamente dopo ci sarà il vincitore di questa gara che inizierà la distribuzione dei pasti nelle scuole. Quei consiglieri d’opposizione che continuano a criticare, non fanno altro che instillare un sentimento di odio sociale».
Come avete intenzione di risolvere il problema dei mancati documenti che accertino la titolarità in capo al Comune del terreno su cui si trova l'ex asilo da vendere alla Asl perché possa sistemarvi un mini-distretto sanitario di base?
«Quando siamo venuti a scoprire che il Comune potrebbe non essere proprietario del suolo su cui insiste l’asilo, abbiamo iniziato una interlocuzione con i presunti proprietari che chiedono al Comune 400mila euro. Per superare il problema, abbiamo ceduto il bene alla Asl in comodato d’uso gratuito pluridecennale, cosa che ha permesso alla Asl di ottenere un finanziamento Pnrr. Il comodato d’uso dà anche la possibilità di fare i lavori di ristrutturazione. Ma il direttore generale Asl Thomas Schael si è intestardito nella posizione, per cui non farà alcun lavoro se non avrà la proprietà completa del sito. Noi ci stiamo muovendo per trovare soluzioni, ma è un problema tra noi e la società che dice di essere proprietaria, e non riguarda la Asl. E invece Schael, e non la politica, anzi è Schael che sta facendo politica, ci dice che se non risolviamo subito il problema dirotterà fuori Chieti i fondi Pnrr. La Asl deve avere un atteggiamento più riguardoso, non del sindaco, ma della città di Chieti».
In quale stato è la tenuta politica della maggioranza dopo le ultime fibrillazioni dovute alla sostituzione dei due assessori dimissionari?
«La nomina dei due assessori rientrava prettamente nella mia pertinenza, pertanto averi potuto decidere da solo. Ma ho voluto fatto lunghe riunioni per condividere le scelte, al termine delle quali tutti mi hanno detto che dovevo decidere io solo. È comunque normale che di fronte a delle nomine si possa accontentare qualcuno e scontentare altri. Ho una maggioranza composita e variegata, è ovvio che ci siano fibrillazioni, malcontenti e mugugni. Con alcuni consiglieri o assessori si può rimanere crucciati per qualche giorno ma poi si torna a mangiare insieme perché si capisce che il motivo per cui si è discusso o litigato non valeva la pena».
Le elezioni regionali incideranno sulla tenuta della coalizione?
«Non credo. Io, da sindaco Pd, sono stato alle presentazioni elettorali dei candidati Pd Chiara Zappalorto e Luigi Febo, ma naturalmente auguro di essere eletto anche al mio assessore Manuel Pantalone, candidato sempre nella coalizione di centrosinistra».
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