Ferrara: risponderemo ai giudici per salvare il Comune dal crac

Il sindaco difende la scelta di presentare il piano contro il dissesto e scarica sui precedessori: «I 78 milioni di euro di disavanzo c’erano già prima dell’insediamento della mia amministrazione»
CHIETI. La giunta inizia all’insegna di tensione e preoccupazione. Facce dure ieri mattina nella stanza il sindaco Diego Ferrara per la riunione servita a delineare la strada per mettere in salvo i conti, dopo l’ennesima dura presa di posizione della Corte dei conti soprattutto in relazione alla delibera salva-Teateservizi. L’esecutivo si è riunito senza l’assessore agli affari legali e alle partecipate Enrico Raimondi. Tutti gli altri assessori erano invece presenti, compreso la dimissionaria Tiziana Della Penna, che ha la delega alle finanze, sulle cui dimissioni Ferrara non ha ancora deciso il da farsi.
«L’ordinanza emessa dalla Corte dei conti», dice il sindaco al termine della riunione, «certifica nero su bianco il disequilibrio economico e finanziario dell’ente e quantifica un disavanzo di 78.237.025 milioni di euro che abbiamo trovato quando ci siamo insediati e chiede lumi su un percorso di risanamento che abbiamo intrapreso per evitare alla città un nuovo dissesto».
Questo è l’unico passaggio dell’ordinanza che rassicura la maggioranza Ferrara: la Corte certifica l’ammontare dell’enorme disavanzo, che la sua amministrazione ha scoperto al termine di quella che venne definita una «operazione-verità» sui conti dell'ente e sulle responsabilità della precedente amministrazione comunale. «Dall’ottobre 2020 a oggi», continua il sindaco, «l’Amministrazione ha fatto di tutto per risollevare le sorti del Comune, scegliendo di percorrere la via del riequilibrio economico e finanziario attraverso il piano presentato a fine 2021. Un tentativo doveroso, ma anche confortato da un lavoro grande per restituire respiro e opere alla nostra Chieti, visto che siamo riusciti a intercettare oltre 60 milioni di euro allo scopo attraverso fondi nazionali, europei e il Pnrr con cui sarà possibile attivare una rigenerazione urbana mai progettata prima. Alla luce di tutto questo, interloquiremo con la Corte dei conti per rispondere alle istanze sollevate, confermando massima collaborazione. A tale fine abbiamo sin da oggi attivato dirigenti e uffici di settore, in modo da poter argomentare sui punti enumerati dall’ordinanza. Questo in vista dell’incontro con la Corte che ci sarà a giorni».
Visto che la Corte è tornata a esprimere dubbi sulla possibilità di evitare il dissesto, parlando di «profili di criticità nel garantire la copertura del disavanzo prodotto», proprio a causa del soccorso finanziario assicurato alla partecipata nella delibera salva-Teateservizi, secondo il polo civico ora la strada è una: affidare la riscossione ad altri enti.
«Così come nelle previsioni di legge», spiega il leader del polo civico, il vicesindaco Paolo De Cesare, «l’unica strada per mettere in sicurezza i conti è questa. Si può percorrerla salvaguardando, parallelamente, anche i posti di lavoro. Noi siamo stati contrari fin da subito alla delibera salva-Teateservizi, tant’è che non ci siamo presentati in aula. Spiace dirlo, ma abbiamo avuto riscontro che la nostra direzione era corretta. I nostri suggerimenti sono rimasti inascoltati, anzi ci hanno tacciato di tradimento, incompetenza e irresponsabilità. Avrei preferito sbagliarmi e certamente l’aver avuto ragione è una magra consolazione».
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