Ferrara si chiama fuori: «Ora devo fare il medico»

Il consigliere lascia la corsa a sindaco: «La priorità sono i miei 1.500 assistiti» Il centrosinistra resta senza candidati: convocato un vertice per la decisione
CHIETI. «C’è un’emergenza sanitaria in corso e, in questo momento, io non posso pensare alla politica: sono un medico con 1.500 assistiti e, per deontologia, è a loro che devo pensare». Diego Ferrara, l’unico candidato sindaco del centrosinistra, si tira indietro causa coronavirus. «È una scelta dovuta, un gesto spontaneo, un atto responsabile», dice il consigliere della lista civica Chieti per Chieti, vicina al Pd.
SENZA CANDIDATI. Con una lettera inviata al segretario cittadino del Pd Filippo Di Giovanni e ai responsabili delle liste civiche della coalizione – Luigi Febo di Chieti per Chieti, Giustino Zulli di Articolo 1, Michele Marino di Sinistra Italiana, Alessandro Carbone di Azione ed Enrico Raimondi di Chieti da Capo – Ferrara annuncia che non è più disponibile a essere il candidato per le elezioni di fine maggio-inizio giugno. A tre mesi e mezzo dal ritorno al voto per il dopo Di Primio, il centrosinistra si ritrova senza più candidati visto che, nei giorni scorsi, anche Stefano Rispoli ha gettato la spugna: nel giro di pochi giorni, ci sarà una riunione per decidere come procedere e tentare di recuperare rispetto ai primi candidati già certi, Fabrizio Di Stefano della Lega, appoggiato dall’Udc e dal movimento civico Ideabruzzo, e Paolo De Cesare, sostenuto da 5 liste civiche.
ECCO LA LETTERA. «Ringrazio i rappresentanti delle liste democratiche e di centrosinistra di essere stati prossimi a sciogliere le riserve e a indicare a breve il mio nome come candidato sindaco della coalizione», scrive Ferrara, «non di meno alla luce delle ultime notizie sull’epidemia da coronavirus e, soprattutto, in ossequio al decreto sulle misure urgenti per contrastare e contenere il diffondersi dell’epidemia – in particolare l’articolo 3 che sottolinea l’importanza fondamentale dell’opera del personale sanitario – sento in me l’obbligo morale e deontologico di pensare alla salute dei miei pazienti e concittadini come priorità assoluta. Di conseguenza, pur con profondo rammarico ma con la convinzione di fare la cosa giusta, comunico la mia intenzione di recedere dalla candidatura a sindaco per concentrare le mie energie sulla professione di medico in questo momento difficile per la comunità, dando spazio a chi avrà più tempo e forza per iniziare una impegnativa battaglia elettorale. Ovviamente rimarrò a totale disposizione della coalizione per eventuali altri compiti, ruoli e responsabilità».
«I MIEI PAZIENTI». Ferrara pensa al suo dovere e spiega: «Con 1.500 assistiti, se mi ammalassi proprio ora, per uno come me che va nelle case delle persone anche 10-15 volte al giorno, significherebbe lasciare una parte della popolazione senza un punto di riferimento. I miei pazienti, in questi giorni, mi chiamano di continuo e io non posso negarmi: avrei voluto portare avanti la sfida elettorale senza tralasciare la mia professione di medico ma, con l’emergenza in corso, mi accorgo che non è possibile. Come potrei dedicarmi alla campagna elettorale sapendo di lasciare indietro i miei pazienti? Non ce la farei né moralmente né fisicamente».
RISPOLI: È UN ESEMPIO. Sulla scelta di Ferrara, interviene Rispoli: «La scelta di Ferrara dimostra la serietà delle persone con le quali ho deciso di condividere un percorso importante, di cui il dottore resta esempio emblematico. Sono ancora più convinto di aver fatto la scelta giusta, ricordando che sono sempre a disposizione per portare questa coalizione a governare la città con responsabilità e con la stessa serietà che ha dimostrato l’amico Diego in questo momento delicato».

