Ferrara sorride dopo 12 ore di discussione: «Maggioranza unita»

Il sindaco: porteremo comunque a termine le grandi opere Il presidente Febo: scelta obbligata per evitare il fallimento
CHIETI. «Questa lunga seduta di oggi è stata speciale», ha detto il sindaco Diego Ferrara prendendo la parola dopo 12 ore di consiglio comunale, «il piano di riequilibrio non è un atto burocratico, è materia viva perché c’è dentro il futuro di Chieti. Gli obiettivi sono portare a termine le grande opere iniziate nella precedente amministrazione, i cui risultati vorrò condividere con chi le ha iniziate. Attueremo un piano regolatore che sfati il pregiudizio che Chieti sia una città respingente, aumenteremo il decoro della città, attueremo ed esalteremo gli eventi culturali, potenzieremo i servizi, soprattutto quelli sociali, incentiveremo la ripresa dalla pandemia. Non abbiamo voluto nascondere nulla a nessuno, chi pensa questo è in malafede». A parte Serena Pompilio, la maggioranza ha fatto quadrato, buttando giù i bocconi amari degli aumenti. «È stata una seduta carica di responsabilità e consapevolezza», ha detto il presidente Luigi Febo, «la responsabilità di cambiare in meglio le sorti economiche e finanziarie dell’ente, compiendo scelte importanti quanto obbligate per salvare la città dal fallimento». Per il capogruppo Pd Filippo Di Giovanni, «il no a questo piano si chiama dissesto», ha detto, assicurando che il piano può essere rimodulato a seconda delle diverse condizioni dell’ente. E anche se alcune scelte sono state definite «dolorosissime», come ha sottolineato il consigliere della Sinistra con Diego Silvio Di Primio di fronte al voto sugli asili nido, si è deciso di accettare «una sfida difficile», ha continuato Di Primio scommettendo sul fatto che il «piano è aperto» ed è dunque modificabile. Per Barbara Di Roberto (Pd) si tratta di «scelte coraggiose, impopolari e difficili, che andavano fatte prima, ma evidentemente non si è trovato il coraggio». Per il capogruppo di Chieti c’è Vincenzo Ginefra «il momento è storico, dopo anni di gestione disordinata che ha portato a parecchi milioni di debiti noi stiamo votando un provvedimento che riporta la città sui binari della gestione virtuosa. È finita una gestione che si affidava alla precarietà, da oggi possiamo iniziare a costruire una nuova Chieti».
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