Ferrara tratta per gli assessori, via agli incontri con liste e partiti

Dopo i pentastellati, il primo cittadino incontra il Partito democratico. Lunedì è la volta del polo civico Arriva la stretta di mano tra Iacobitti e De Cesare: servono rapporti forti per le provinciali e regionali
CHIETI. Iniziano le trattative e gli incontri di consultazione sui due assessori che entreranno presto in giunta Ferrara. Le deleghe in sospeso sono impegnative e il sindaco, alle prese con il risanamento dell’ente, non può di certo pensare di tenerle per sé. E allo stesso tempo ha bisogno di confrontarsi con “i suoi” di centrosinistra. Ecco perché nell’agenda del primo cittadino, che ha dichiarato appena qualche giorno fa di provvedere alle nomine «entro il sei gennaio», sono iniziati gli incontri con partiti e liste civiche della sua coalizione per consultarsi e sentire i pareri. Ciò, però, non vuole dire un condizionamento nella scelta perché l’ultima parola rimane pur sempre quella del sindaco.
PARTONO GLI INCONTRIIl pressing su Ferrara è partito venerdì quando i pentastellati Fabio Stella, Daniela Torto e Luca Amicone hanno chiesto un incontro con il sindaco per dire la loro sui futuri assessori. Mentre i cinque stelle hanno richiesto l’appuntamento di loro spontanea iniziativa, ieri è stato Ferrara ha dare il via agli incontri. Nel pomeriggio, infatti, nel suo ufficio sono arrivati i rappresentanti del Partito democratico: il segretario cittadino Enrico Iacobitti e il consigliere Pietro Iacobitti. Assente per influenza il consigliere Paride Paci (che però ha rilasciato le sue intenzioni al segretario cittadino) e non si è presentato Filippo Di Giovanni. Un’assenza, quella di Di Giovanni, che forse ha un suo perché considerando che è il nome in pole position per la delega alle società partecipate.
LE INTENZIONI DEL PD I rappresentanti del Pd sono arrivati in Comune ieri alle 15 con le idee chiare. «Noi vogliamo rispettare la scelta del sindaco», dice il segretario Iacobitti, «e non rivendichiamo nessun candidato. Se il sindaco vuole davvero l’opinione del Pd ho il dovere politico di convocare nelle prossime 24-48 ore il direttivo cittadino e, dopo un dibattito, verrà fuori la volontà del partito». Durante il colloquio non sono infatti usciti nomi anche perché il Pd è fermo su alcune questioni: «Il posto vacante dell’avvocato Enrico Raimondi aveva una collocazione tecnica», dice Iacobitti, «non era appannaggio di nessun gruppo o partito politico: quindi non è rivendicabile da nessuna forza politica. Mara Maretti era stata indicata da “Liberi a sinistra” e pertanto pensiamo che sia quel gruppo a dover consigliare il nome del nuovo assessore senza che le altre forze politiche facciano invasioni di campo. È una questione di rispetto e quindi non esprimiamo pareri». Dall’altra parte, anche il sindaco Ferrara ieri ha ribadito la sua autonomia di scelta e che, per ora, più che di nomi si parla di ipotesi. Non ha nascosto poi che le deleghe lasciate sono importanti e che arriveranno «tra fine anno e il sei gennaio», riporta Iacobitti.
IL POLO CIVicO Dopo il Pd, lunedì, alle 9.30, sono attesi i consiglieri delle liste civiche “Chi ama Chieti” e “Chieti c’è” (Nunzia Castelli, Silvia Di Pasquale, Valerio Giannini, Gabriella Ianiro e Vincenzo Ginefra), con il vicesindaco Paolo De Cesare e l’assessore Manuel Pantalone. Il polo, intanto, ieri pomeriggio ha chiarito i rapporti con il Pd. Una stretta di mano quella tra Enrico Iacobitti e Paolo De Cesare che rinsalda i rapporti in vista delle elezioni provinciali e, soprattutto, delle regionali di marzo. In giunta c’è fermento anche per le candidature in Regione: è ufficiale quella dell’assessore Chiara Zappalorto in lizza per il Pd a sostegno di Luciano D’Amico. Ma non sarà l’unica: è ormai quasi certo anche l’arrivo dell’assessore Manuel Pantalone.
SCONTRO IN MAGGIORANZASe tra Pd e polo civico c’è stato un chiarimento, per il gruppo del vicesindaco c’è un’altra voce fuori dal coro. «Il polo civico si sta comportando come un partito della prima repubblica», attacca l’assessore Fabio Stella, «i vertici parlano di poltrone e ho dubbi se tutti i consiglieri del gruppo siano d’accordo con queste ambizioni. Il polo sta perdendo la sua natura civica perché si presenta non solo alle provinciali ma anche alle elezioni regionali».

