Ferrara va in pensione: da oggi sarò solo sindaco

23 Dicembre 2021

Il primo cittadino lascia lo studio medico in centro dopo 41 anni di servizio «Troppe responsabilità e rischio di errori, mi concentrerò sul Comune»

CHIETI. «Avrei voluto fare ancora il medico ma è arrivato il momento di scegliere: le responsabilità sono tante, sia in ambulatorio che in Comune, e non voglio commettere errori». Dopo 41 anni da medico di famiglia nel centro della città, Diego Ferrara va in pensione e resta sindaco a tempo pieno. «Poveri miei collaboratori», così scherza Ferrara, «adesso mi vedranno sempre di più in Comune e sarò ancora più esigente: non avranno neanche il tempo di andare a mangiare».
Dal giorno dell’elezione, il 5 ottobre del 2020, Ferrara, 67 anni, ha fatto un doppio lavoro: è rimasto medico massimalista con 1.500 pazienti e ha guidato un Comune con i conti in rosso che viaggia verso il predissesto. «Tutti i giorni fino alle ore 17 sono stato sempre al lavoro in Comune e, poi, fino alle 22, a volte anche alle 23, ho accolto i pazienti in ambulatorio. Ma non posso continuare così», dice Ferrara, «sia per la stanchezza fisica che per la preoccupazione di commettere un errore medico. Ma i miei pazienti storici», afferma il sindaco, «avranno in me sempre un punto fermo: non scomparirò dalle loro vite anche se mi concentrerò a pieno sul Comune». Appuntamenti istituzionali, cantieri da avviare, lavori pubblici da supervisionare per evitare stop imprevisti, il caos dell’appalto della mensa, il rilancio del turismo: Ferrara ha soltanto l’imbarazzo della scelta. Senza contare le finanze del Comune: l’amministrazione, a fronte di un buco da 78 milioni di euro, va avanti sulla strada del predissesto. «Si chiude una parentesi importantissima della mia vita, sia dal punto di vista umano che temporale. Quando ho iniziato a fare il medico non avrei mai immaginato, un giorno, di fare il politico e amministrare la mia città», dice Ferrara.
Il sindaco ha scritto una lettera ai suoi pazienti e, per raggiungerli tutti, l’ha pubblicata su Facebook: «Carissimi assistiti, a fine dicembre uscirò dalle vostre vite e da quelle dei vostri familiari, in punta di piedi, discretamente, così come vi ero entrato più di 40 anni fa da giovane medico all’inizio della propria carriera professionale. Sono stati anni vissuti intensamente, in tutti i sensi, sia come impegno di ore e ore di tenace lavoro sia come partecipazione emotiva». Ferrara racconta l’umanità del medico: «Ho riso e anche pianto con voi, ho raccolto le vostre confidenze, le vostre paure, vi ho rassicurato quando era possibile, ho dovuto ricorrere a tutto il mio coraggio per trasmettervi una brutta notizia sul vostro stato di salute. In sostanza: ho vissuto con voi e per voi per 41 lunghi anni e vi ho voluto bene. Tutte le cose della vita, però, conoscono una fine e anche questo nostro rapporto “familiare” sta volgendo al termine semplicemente perché quel giovane medico del 1980 è diventato anziano». Ma un medico resta sempre un medico e, con le feste di Natale in arrivo nel pieno della quarta ondata Covid, Ferrara consiglia: «Bisogna evitare, laddove possibile, le feste danzanti anche se capisco le esigenze dei titolari dei locali che fanno questo tipo di intrattenimento. In questo momento è necessario stare attenti altrimenti sarà un inizio 2022 sotto il segno dei contagi».
La lettera del sindaco medico agli assistiti prosegue così: «Vi saluto con affetto e comunque sappiate che un medico rimane tale durante tutta la sua vita. Pertanto, io ci sarò sempre per chi, anche dopo il mio pensionamento da medico di medicina generale, vorrà sentire il mio parere su un problema sanitario che lo riguardi».