Ferrara: vaccini e negozi, siamo vicini alla svolta

Il ritorno in zona arancione da domani. Il sindaco: contagi in calo ma stiamo attenti La polemica sull’ex asilo: sgarbo dalla Asl. Il programma per l’estate: sì agli eventi
CHIETI. «Adesso, serve l’ottimismo della ragione e non quello della scelleratezza». Il sindaco Diego Ferrara prepara il ritorno in zona arancione: i contagi da Covid sono in calo – anche se ieri sono stati 25, il dato più alto in Abruzzo – e da domani cadono le restrizioni imposte dalla Regione. Commercio in crisi, file per i vaccini, programmi per l’estate che verrà: ecco il piano di Ferrara. «Siamo vicini alla svolta», dice il sindaco.
Da lunedì anche Chieti torna in zona arancione e riaprono finalmente i negozi: il quadro sta migliorando?
«Sono contento perché i contagi sono sensibilmente diminuiti. D’altronde questa decisione non sarebbe stata presa in assenza di dati scientifici. Addirittura tre giorni fa abbiamo avuto solo due nuovi casi positivi, ma da settimane i contagi stanno scendendo al di sotto della soglia di pericolosità. È importante ma non dobbiamo ancora cantare vittoria: sono ottimista perché la velocità della vaccinazione sta crescendo e quasi tutti gli 80enni arruolati sono stati sottoposti ai vaccini. Credo che subito dopo Pasqua sarà completata questa fase e si passerà ai pazienti più giovani ma fragili. Per la fine dell’estate dovremmo riuscire ad arrivare all’obiettivo di vaccinare l’80% della popolazione residente».
Il commercio è in crisi: cosa farà il Comune?
«Insieme all’assessore Manuel Pantalone, abbiamo già incontrato la categoria e deciso che opereremo di concerto con i commercianti per avviare un altro periodo di sconti e rendere più appetibili gli acquisti. Saremo al fianco dei negozianti: il commercio è uno dei capisaldi della vita sociale ed è fonte di sostentamento per tante famiglie. Quindi, non faremo finta di niente».
Si apre la fase dei vaccini, il Comune è pronto?
«Noi abbiamo avuto un incontro verso la fine di febbraio con il direttore generale Asl Thomas Schael sulle sedi vaccinali da aprire e abbiamo prospettato le nostre due soluzioni: l’ex asilo Peter Pan e la palestra di Colle dell’Ara».
Il centro vaccini all’ex asilo è diventato un caso: perché?
«Sull’ex asilo, che ha bisogno di lavori, noi abbiamo detto che, dopo i vaccini, avrebbe potuto essere trasformato in distretto sanitario e Schael ha accettato verbalmente la nostra proposta in presenza di testimoni, l’assessore Giancarlo Cascini e il vicesindaco Paolo De Cesare. In quell’incontro ci siamo detti che, visto che nessuno dei due aveva i soldi per quei lavori, era necessario avviare una gara di solidarietà per raccogliere i fondi per i lavori. Dopo una lettera di convenzione del 26 febbraio, la Asl ha formalmente accettato. Ma il 13 marzo la stessa Asl mi ha scritto dicendo che poi avrebbe usato l’ex asilo come consultorio. Questo cambio di indirizzo mi ha irrigidito: io e Schael ci siamo sentiti per telefono e abbiamo discusso del consultorio. In seguito, di fronte al prefetto Armando Forgione, senza contare lo sgarbo istituzionale della Asl, la Asl ha assicurato di avere pronti 50mila euro per i lavori all’ex asilo: in questa sede, ho inchiodato il dg alle sue responsabilità e le affermazioni in libertà sono cadute. Si è risolto tutto perché la cittadinanza è stretta da una crisi sanitaria, economica e sociale e non c’è più spazio per scontri tra le istituzioni. Ma la verità va sempre detta».
Ma dietro la polemica con la Asl c’è la mano della politica?
«Io spero di no ma non ci posso giurare. Per esempio, il trattamento nei confronti di Guardiagrele, amministrazione di centrodestra, non è stato uguale a Chieti e questa disparità non è passata inosservata: a Guardiagrele la Asl ha messo a disposizione 171mila euro, da noi no; e poi io sono stato fustigato dal dg a fare di più mentre per Guardiagrele ho assistito a lodi sperticate. Va bene così, andiamo avanti: ora il cinismo della politica non occorre».
E se fosse stata una manovra del centrosinistra per mettere in difficoltà la Asl e la Regione di centrodestra?
«Non c’è mai stata una volontà politica di schierarsi contro la Asl. Poi, di fronte al fatto compiuto, ci sono state ovviamente prese di posizione a mio sostegno visto l’impegno profuso».
Nel frattempo, ieri, gli anziani hanno aspettato anche due ore prima di vaccinarsi: le sembra normale?
«Purtroppo lo sappiamo, ho già mandato un messaggio a Schael per chiedere di risolvere questo spiacevole problema ma mi accorgo che non è affatto facile. Le persone ci informano dei disagi e ci mandano le foto in tempo reale, via Whatsapp. Noi siamo chiamati a fare il possibile ma la perfezione non esiste: serve un po’ di pazienza, soprattutto adesso. Man mano le cose andranno meglio».
Riapriranno asili e scuole dopo Pasqua?
«Se il trend resta questo indubbiamente sì, stiamo facendo rete con i sindaci del circondario, a partire da Pescara e San Giovanni Teatino: sulla scuola dobbiamo mantenere un atteggiamento univoco basato su dati certi. E ora questi numeri ci dicono che potremmo essere più tranquilli: i contagi sono in calo e i docenti sono stati quasi tutti già vaccinati. Un’altra settimana di prudenza, anche perché ormai le famiglie si sono organizzate».
Facendo una previsione più lunga, per Chieti che estate sarà? Un deserto o ci saranno iniziative?
«La velocità delle vaccinazioni mi rende ottimista: per l’estate potremmo tornare a una vita quasi normale. E quindi stiamo preparando un calendario di appuntamenti, sia chiaro manifestazioni in sicurezza e niente di gigantesco, ma è necessario ripartire per dare una segnale di speranza. Quando tutto finirà potremmo replicare la festa con una lunga tavolata in corso Marrucino».

