Ferrovia Roma-Pescara Strever: «È fondamentale»

Il presidente della Camera di commercio al governatore Marsilio e ai parlamentari: «Il suo miglioramento è strategico per l’Abruzzo e va incluso nel Recovery Fund»
CHIETI. La Camera di commercio Chieti Pescara mobilita l’intera classe politica abruzzese contro l’esclusione dal Recovery Fund della tratta ferroviaria Roma-Pescara. «Una mortificazione per gli abruzzesi», tuona il presidente Gennaro Strever, «questi eventi hanno dimostrato come l’Abruzzo tenda a essere costantemente la regione più sacrificabile sul piano nazionale. La situazione infrastrutturale in cui versa la regione e il semi-isolamento causato dal grave ritardo nello sviluppo della rete connettiva intermodale producono effetti devastanti sul sistema imprenditoriale e su tutta la comunità regionale».
La lettera è stata inviata al presidente della Regione Marco Marsilio, ai 14 deputati e ai 7 senatori. Strever ripercorre le ultime vicende e le promesse fatte per velocizzare la tratta ferroviaria, mettendone in risalto il ruolo strategico per lo sviluppo. Il miglioramento della Roma-Pescara è fondamentale, «sia per l’operatività della Zes Abruzzo», dice il presidente camerale, «sia per il riconoscimento del nuovo Corridoio Mediterraneo tra la penisola iberica e i Balcani (derivazione del Corridoio V°), che incontra lo snodo di trasporto di merci e di persone dal porto di Civitavecchia al porto di Ortona. Uno snodo che interconnette importanti infrastrutture, oggi in sofferenza, quali l’interporto d’Abruzzo a Manoppello, l’aeroporto d’Abruzzo e l’autoporto ad Avezzano».
Il presidente ricorda anche i finanziamenti che il governo avrebbe dovuto mettere a disposizione per l’opera: «Il progetto di velocizzazione della linea Roma-Pescara, comportante un impegno di circa 1,5 miliardi di euro», dice, «era stato inserito da Rete ferroviaria italiana (Rfi) nel contratto di programma con il ministero delle Infrastrutture e trasporti. Con le leggi di stabilità 2017-2018-2019 è stata data copertura ai primi 350 milioni di euro. Il 20 marzo 2020 è stato sottoscritto a Roma un protocollo d’intesa avente ad oggetto le fasi operative per il miglioramento del servizio, la stima dei costi, per 6,5 miliardi, la durata dei lavori per 7,5 anni e le quattro fasi di avanzamento del programma. Il 7 ottobre 2020 è stato presentato il progetto di pre-fattibilità».
In questi giorni si è scoperto invece che per l’opera è rimasto solo un investimento di 620 milioni di euro, provenienti dai fondi del vecchio contratto di programma tra ministero delle Infrastrutture e Rfi. Ma l’ente camerale, che ha avuto un ruolo attivo nel caldeggiare l’opera, non può rimanere in silenzio. E perciò chiede a chi rappresenta l'Abruzzo a Roma di muoversi, in maniera unanime, perché il progetto venga ripristinato. (a.i.)

