Festa al mercato coperto per la riapertura

3 Novembre 2019

Ore 6: ad attendere gli ortolani sindaco e assessore. L’ex gestore D’Alessandro fa un giro tra i banchi

LANCIANO. I banchi disposti tutti vicini, in un quarto dello spazio disponibile prima. Le cassette con frutta e verdura stipate in due metri per due. Ma hanno finalmente un tetto sopra la testa gli ortolani del mercato coperto che ieri mattina, alle 6, sono tornati di nuovo “a casa”. Ad aspettarli, quando fuori è ancora buio, ci sono il sindaco Mario Pupillo e l’assessore al commercio, Francesca Caporale, insieme ai dipendenti comunali. La vera accoglienza, però, la fanno agricoltori e produttori: caffè, dolci e bevande per festeggiare il ritorno al Comune della struttura di piazza Garibaldi.
NUOVA GESTIONE. Inizia così la gestione, temporanea, da parte dell’amministrazione comunale. Per i prossimi mesi il mercato coperto sarà aperto solo il mercoledì e il sabato. Sono 36 le postazioni individuate, tutte da 2x1 metri. Si pagherà 2 euro al metro quadro. I banchi sono disposti su tre file, più una quarta parallela alle transenne che delimitano la zona per ora non accessibile. C’è chi è più vicino e chi è al lato opposto dell’ingresso, che è unico. Questo è causa di qualche, timido, malumore, ma il clima generale è disteso e festoso.
GLI ORTOLANI. «Sono contentissimo», dice Luciano Caldora, 65 anni, di Frisa, «vengo al mercato di Lanciano da quando avevo 22 anni. È vero che siamo un po’ stretti, ma è anche il periodo dell’anno in cui ci sono meno prodotti. E per l’estate prossima il mercato sarà tutto riaperto. Mi piace questo lavoro, ci ho sempre creduto. Ho clienti storici che sono ormai amici, è questo rapporto diretto che mi piace». «La disposizione dei banchi è migliorabile ma al momento è buona», commenta Mario, «almeno siamo al coperto». «Non vedevo l’ora che il mercato riaprisse. Per motivi di salute non sono andata al parcheggio di via Per Frisa (dove fino a mercoledì, con l’immobile chiuso, si è svolto il mercato ortofrutticolo, ndc), ma non mi piace stare a casa», dice Pierina mostrando i barattoli di sott’oli che a 84 anni si diletta ancora a preparare.
I DANNI AL LOCALE. È un viavai di persone fino a mattina inoltrata. Si guardano attorno, sgranano gli occhi davanti ai locali lasciati spogli dall’ex gestore. A un certo punto arriva anche lui, Franco D’Alessandro, scruta tutto bene e fa il giro dei banchi. Forse, chissà, per preparare qualche altra denuncia. «È una giornata storica», dice fiero il sindaco Pupillo, mentre tanti cittadini si complimentano e ringraziano, «siamo qui non perché abbiamo fatto un’azione di forza, ma perché le vicende giudiziarie ci hanno dato ragione. Non è un sopruso ma un nostro diritto rientrare in possesso della struttura». Ci vorranno ancora mesi e molti soldi prima che il mercato coperto possa tornare del tutto funzionante. «Servono 300mila euro per mettere tutto a posto», fa una stima il primo cittadino, «la somma o la trova il Comune o potrebbe far parte del bando, scalando la messa a norma dal canone locativo. Entro primavera vogliamo aprire e assegnare la gestione».
IL BANDO. Dopo aver lavorato alacremente per riaprire la struttura il prima possibile, gli uffici comunali ora lavorano al bando per la nuova gestione. «Il mercato coperto diventerà un luogo di culto dell’agroalimentare, dei nostri ortolani, della stagionalità», progetta Pupillo, «non sarà un supermercato ma uno spazio in cui si svolgeranno manifestazioni, incontri, scuole di cucina. Questa è una grande risorsa che per tanti anni è stata sottoutilizzata e gestita solo sotto l’aspetto commerciale». Gli ortolani stessi chiedono, però, ponderazione nella scelta del nuovo gestore e il coinvolgimento di associazioni e organizzazioni del settore agroalimentare. «Stiamo facendo una riflessione», spiega il sindaco, «abbiamo esperienza che tutti i progetti di finanza di questo Comune sono falliti. Dall’altra parte, invece, ci sono società partecipate in attivo e con grandi capacità di affrontare le varie necessità (EcoLan e Anxam sono due esempi, ndc). Chi prenderà in gestione questo luogo dovrà rispettare le direttive che con la mia amministrazione ho presentato già otto anni fa. Non ci interessa che il canone sia redditizio, ma che questa struttura funzioni».
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