Festa del Majo, sfila la tradizione

I “maggiolanti” adornati di fiori invadono il centro tra canti e balli propiziatori
CHIETI. I “maggiolanti”, adornati come tradizione vuole con virgulti vegetali e fiori (proprio come facevano i loro antenati romani) hanno invaso il centro cittadino per rievocare la festa del Majo, l’ultima e più importante festa di primavera della tradizione. Per l’intera mattinata del primo maggio, il cuore della città si è riempito di colori, canti, balli, musiche di una volta e tanta allegria. L’ottava edizione è stata organizzata dall’associazione Camminando insieme, in collaborazione con il professor Francesco Stoppa, con l’istituto Pomilio e il Comprensivo 2. Questo tipo di festa anticamente aveva un valore propiziatorio: in questo periodo i riti sono i più importanti perché Maggio è il mese cruciale in campagna, serve per ingraziare le piogge primaverili (acqua di Maggio) e con esse il raccolto. La manifestazione si è chiusa con un grande pranzo campestre alla villa comunale e la bruciatura del fantoccio del Majo. Atto, anche questo, rituale che simboleggia il ricordo ancestrale di un sacrificio, umano o animale. (a.i.)

