Festa dell’Unità d’Italia con 350 studenti a teatro

I bambini intonano l’Inno con la mano sul cuore, il prefetto Corona canta Battiato Sul palco anche i ragazzi del “Pomilio” e la docente universitaria Della Penna
CHIETI. «Povera Patria» cantava Battiano nel 1991 per denunciare una difficile stagione italiana, alle prese con tangentopoli e stragi di mafia. A cantarla, invece, ieri al teatro Marrucino, di fronte a una platea di 400 persone, con 350 ragazzi delle scuole, è stato invece il prefetto Antonio Corona che ha iniziato in questo modo la manifestazione per celebrare la Festa dell’Unità d’Italia.
Dal toccante testo di Battiato, Corona però non ha voluto rimarcare la denuncia, ma il richiamo a tornare a «quote più normali» come dice la canzone, ovvero, ha spiegato il prefetto, «ad essere degni di coloro che si sono sacrificati per costruire questo Stato, questo popolo, questa nazione».
A spaziare tra i personaggi del Risorgimento di storia ci ha pensato la docente di Storia dell’università D’Annunzio, Carmen Della Penna, intervistata sul palco dal prefetto. Il regista Giancamillo Marrone, direttore artistico del Piccolo Teatro dello Scalo, ha recitato alcuni passi dal discorso di Pisacane, mentre la funzionaria della Prefettura Cinzia Di Vincenzo ne ha recitato altri dalla Spigolatrice di Sapri.
Sul palco è andato poi in scena il monologo di Benigni al Festival di Sanremo del 2011 sull’Inno d’Italia, che in chiusura di manifestazione i bambini hanno cantato con la mano sul cuore, a squarciagola e in maniera super convinta. Così come hanno applaudito il momento in cui sul palco sono comparsi i rappresentanti delle forze dell’ordine e, infine, i ragazzi dell’istituto “Pomilio”. Questi ultimi hanno composto il Tricolore italiano attraverso una sfilata in cui ogni modella indossava un drappo di uno dei colori della bandiera, sino a che una quarta ragazza non li ha riuniti tutti su di sé. Ogni ragazza era accompagnata da un cavaliere. Le quattro modelle sono Claudia Palanza, Nelda Ciommi, Dejana Marku e Angela D’Alfonso. I quattro modelli Angelo Milja, Giacomo Silvestri, Riccardo D’Orazio e Jocelyn De Luca. I ragazzi sono stati assistiti dalle professoresse Giovanna Perfetti e Marianna Zuccarini e dall’assistente di laboratorio Francesca Di Cristofaro. La preside Anna Maria Giusti ha assistito allo spettacolo dalla platea. In prima fila c’erano anche gli sponsor Walter Tosto e la figlia Emanuela Tosto. Il prefetto ha voluto ringraziarli a lungo dal palco, visto che l’intera manifestazione non è stata organizzata con fondi pubblici. Un ringraziamento è andato anche al teatro Marrucino e allo staff della Prefettura, rappresentato dalla Di Vincenzo e da Pina Di Iorio, storica dipendente della struttura prossima alla pensione. Oltre ai 350 ragazzi delle scuole erano presenti anche le autorità,dal sindaco Umberto Di Primio, al consigliere regionale Lucrezio Paolini e a quello provinciale Chiara Zappalorto. C’erano poi i rappresentanti delle forze dell’ordine.
Al termine dell’evento il prefetto si è fermato anche a commentare la richiesta di aiuto in tema di sicurezza pubblica arrivata da Di Primio dopo gli ultimi episodi di criminalità. «Bene ha fatto il sindaco a porre il tema», ha detto, «ma il problema non è nel numero delle forze dell’ordine, che a mio avviso dovrebbero essere come i globuli bianchi, nel senso che quando il corpo è sano ne servono pochi». (a.i.)

