Feste di settembre, ipotesi mini concerti all’aperto

Il comitato al lavoro per organizzare le iniziative secondo le norme anticontagioTrevisan: «Qualcosa si farà, troveremo il modo». E parte la caccia agli artisti
LANCIANO. Si accende una speranza per le Feste di settembre. In questi giorni il comitato feste presieduto da Maurizio Trevisan è di nuovo al lavoro dopo due mesi di stop forzato dovuto al prolungato lockdown. Si riparte da una certezza, inserita nel decreto Rilancio da cui già attingono a piene mani centinaia di comuni italiani: dal 15 giugno sarà possibile fare concerti al chiuso con al massimo 200 spettatori e 1000 all’aperto. Questo significa che non tutto è perduto per le celebrazioni in onore della Madonna del ponte, patrona della città. E se i contagi da Covid dovessero scendere ancora e in maniera costante e generalizzata, allora da settembre si potrebbero ipotizzare anche concerti all’aperto per 2mila spettatori. Ma tutto andrà calibrato e ragionato sul lungo periodo. Intanto si riparte. La speranza è quella di poter inaugurare il Parco Valente con le sue tribune da oltre 5mila posti a sedere.
«È tutto in divenire», spiega il presidente Trevisan, «ma qualcosa si farà. Le feste ci saranno. Ovviamente dovremo rispettare tutte le misure di sicurezza e di distanziamento, ma tutto quello che si potrà fare lo faremo». Nelle scorse settimane aveva suscitato clamore la notizia che il comitato feste fosse in trattative con tre grandi big della musica italiana, Eros Ramazzotti e il duo inedito degli amatissimi cantautori Antonello Venditti e Francesco De Gregori che proprio a settembre, il 5, avrebbero dovuto tenere un concerto allo stadio Olimpico di Roma. Ramazzotti ha annullato il tour mondiale e ogni impegno per l’anno in corso. Stessa cosa hanno dovuto fare Venditti e De Gregori per il concerto romano. Ma nelle piccole piazze qualcosa è ancora possibile, magari non con gli stessi cantanti ospiti, e in altre regioni si è già aperta la “caccia” per eventi in piccoli spazi all’aperto.
La formula, così come è stata stabilita nel decreto Rilancio, è più o meno simile a quella già applicata lo scorso anno in città, sempre per le Feste di settembre, con posti a sedere numerati e distanziati e biglietti a pagamento. Nel decreto si legge, tre le altre cose, che bisognerà «mantenere il distanziamento anche tra gli artisti; misurare la temperatura corporea agli spettatori, agli artisti, alle maestranze e a ogni altro lavoratore nel luogo dove si tiene lo spettacolo, impedendo l'accesso in caso di febbre superiore a 37,5 gradi; utilizzo obbligatorio delle mascherine per gli spettatori; utilizzo di idonei dispositivi di protezione individuale per i lavoratori che operano in spazi condivisi o a contatto con il pubblico; divieto di consumo di cibi e bevande». Ancora, la vendita dei biglietti e il controllo degli accessi, dove possibile, dovrà avvenire con modalità telematiche, anche, specifica il decreto, «al fine di evitare aggregazioni alle biglietterie o negli spazi di accesso alle strutture».

