Film sugli emigranti del regista Viani

ARI. “Desarraigo”. Vale a dire, dallo spagnolo, sradicamento. È così che il regista Dino Viani ha intitolato il suo film dedicato allo zio Carmine Viani, uno dei tanti emigranti che, partito senza...
ARI. “Desarraigo”. Vale a dire, dallo spagnolo, sradicamento. È così che il regista Dino Viani ha intitolato il suo film dedicato allo zio Carmine Viani, uno dei tanti emigranti che, partito senza nulla, ha trovato fortuna in Argentina. Una fortuna che è arrivata, però, a caro prezzo, quello dello sradicamento appunto. Dell’allontanamento da tutto ciò che è caro e conosciuto. Carmine Viani, non Carmelo, è morto nella scorsa giornata di Pasqua a Buenos Aires. Suo nipote e l’amministrazione comunale lo ricorderanno questa sera con la proiezione del film “Desarraigo”, di cui don Carmelo è il protagonista. L’appuntamento è alle 20,30 al centro polifunzionale Porfilio, alla presenza del sindaco Marcello Salerno e di Edvige Ciccarelli che leggerà alcuni brani. Don Carmelo aveva lasciato il suo paese a maggio del 1950. Al nipote aveva raccontato di quella notte insonne prima di partire che aveva trascorso a fissare i volti dei familiari che dormivano nella stessa stanza. La mattina dopo, di buon ora, lo accompagnarono alla stazione di Ari-Filetto. Da lì, fino a Napoli, con una valigetta senza niente. Aveva 20 anni. La famiglia lo ha rivisto 24 anni dopo, quando ha annunciato che sarebbe tornato per la festa della Madonna delle Grazie, appuntamento scolpito nel cuore di ogni emigrante arese. Il film che il nipote regista ha girato sulla sua storia lo ha reso infinitamente orgoglioso. «Nella vita pensavo di aver fatto tutto», raccontava, «ho fatto il contadino, ho provato a suonare uno strumento, la contabilità in un mulino. In Argentina il giardiniere, l’imbianchino, il portavivande, il meccanico, il carrozziere e infine il commerciante. Mai potevo immaginare che un giorno avrei fatto anche un film». (a.i.)

