Filmato mentre la sperona con l’auto

Sms minacciosi e pedinamenti a una 49enne di Chieti, ma la telecamera nascosta incastra lo stalker di Francavilla
CHIETI. Non accetta di essere stato lasciato, così la riempie di parolacce per telefono e messaggi sul cellullare carichi di minacce e ingiurie, la pedina e in più occasioni le danneggia la macchina. Ma viene incastrato dalle telecamere, fatte mettere dalla procura sull’auto di lei, una donna di 49 anni, di Chieti, residente nei pressi della villa comunale, mentre l’affianca con la propria auto e tenta di farla uscire di strada. E da ieri Enzo Miccoli, 43 anni, di Francavilla, volontario della Croce rossa, è agli arresti domiciliari. L’accusa è di atti persecutori, stalking.
L’ordinanza cautelare è stata richiesta dal pm Giuseppe Falasca e firmata dal Gip Paolo Di Geronimo che ha optato per gli arresti domiciliari.
I fatti risalgono alla scorsa primavera quando la donna, dopo una breve relazione sentimentale con Miccoli decide di lasciarlo. Neanche a dirlo, l’uomo, che quando è stato sentito dalla polizia, nel raccontare la sua versione dei fatti, avrebbe fatto capire di essere un tombeur de femme, incomincia a perseguitarla con telefonate continue, sms dal contenuto ingiurioso. Il 23 maggio scorso la signora lo va a denunciare alla polizia anche perché ha avuto l’auto danneggiata e sospetta di Miccoli. Ad avviare le indagini è la II sezione della squadra mobile con Fabrizio Purgatori, Nicola Di Nicola e Alessandro Di Michelangelo coordinati dal vicequestore Francesco Costantini.
Il 4 giugno la donna denuncia un secondo danneggiamento della macchina e il 17 giugno ai poliziotti riferisce di essere stata pedinata da Miccoli che nel frattempo le aveva inviato altri sms di minaccia. A questo punto, è il 19 luglio, nei suoi confronti scatta il divieto di avvicinamento alla ex per tre mesi. Il provvedimento scadeva il 20 ottobre. Ma nonostante il divieto, la donna denuncia altri episodi di danneggiamento del 5 e del 18 settembre.
La Mobile ottiene di far installare sull’auto della donna una telecamera per 15 giorni. Alla signora viene consigliato di parcheggiare l’auto sempre sotto una fonte di luce per essere sicuri di avere immagini nitide e poter riconoscere lo stalker. Ma in questo lasso di tempo non succede nulla. Con intuito investigativo, i poliziotti chiedono al pm di prorogare l’installazione della telecamera per altri 15 giorni. Intanto il 20 ottobre per Miccoli scade il divieto di avvicinamento alla ex. Ma lui non agisce subito, aspetta e il 24 ottobre quando incomincia a seguirla con l’auto, una Smart di colore scuro, da via Papa Giovanni XXIII. La tallona anche sulla strada per Torrevecchia e lì si affianca alla macchina della donna. Dal finestrino la ingiuria, la offende, fa gestacci, le mostra il dito medio e tenta persino di buttarla fuori strada. Inconscio che una bella telecamerina sta riprendendo tutta la scena. Le immagini vengono consegnate al pm che chiede la misura cautelare del carcere. Il giudice firma per gli arresti a casa.
Informata dell’arresto la donna in lacrime ha ringraziato i poliziotti per averle restituito la serenità. Miccoli è difeso dall’avvocato Sabatino Ciprietti convocato per ieri pomeriggio per l’interrogatorio dal Gip. Ma il legale è fuori Abruzzo. D’ufficio è stato nominato Andrea Di Lizio.
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