Fim-Cisl: calo dei turni alla Sevel e ripercussioni su mille lavoratori

Il segretario generale Uliano commenta i dati sulla produzione 2021 nell’azienda del furgone Ducato «Non condividiamo la perdita del lavoro per molti giovani: bisogna trovare una soluzione positiva»
ATESSA. Sono 265.048 i furgoni realizzati in Sevel nel 2021, con un incremento positivo rispetto al 2020 del + 3,1%. Ma non è una buona notizia. I dati arrivano dal segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, che ha analizzato i dati della produzione del gruppo Stellantis e che ha focalizzato la sua attenzione su tutti gli stabilimenti italiani del gruppo.
Dal mese di maggio 2021 Sevel aveva aumentato la turnazione portandola da 15 a 18, cosa che aveva consentito una forte spinta nei volumi tanto da ipotizzare di superare la soglia dei 300.000 veicoli commerciali. «Purtroppo questo obiettivo, che era concretamente alla portata», fa notare Uliano, «non verrà raggiunto a causa delle giornate di fermo produttivo per i semiconduttori, che nel 2021 sono state 20, pari a 60 turni, a cui si è aggiunta con una fermata produttiva per le festività di fine anno dal 24 dicembre al 9 gennaio. Tutto questo ha impattato negativamente sui livelli occupazionali del sito. L’azienda unilateralmente ha proceduto a portare a 15 turni lo stabilimento con un contraccolpo occupazionale di oltre 1.000 lavoratori: circa 600 sono i lavoratori in somministrazione a cui l’azienda ha interrotto il lavoro a cui bisogna aggiungere i cassintegrati infragruppo che erano in trasferta».
«Non abbiamo condiviso la scelta che ha determinato la perdita secca del lavoro di molti giovani entrati in azienda», stigmatizza il segretario Fim, « si poteva tranquillamente intervenire utilizzando ammortizzatori mantenendo l’occupazione, visto che il ridimensionamento dei volumi degli ordini è un problema temporaneo determinato dalle forniture dei semiconduttori. È indispensabile individuare una soluzione positiva sia per i lavoratori in somministrazione ancora in forza in azienda (circa 280), e sia per quelli a cui è stato interrotto il contratto nel corso del 2021».
Per la Fim è quindi necessario intervenire contrattualmente «anche con un ricambio generazionale favorendo con percorsi di assunzioni dirette i lavoratori in somministrazione a tempo indeterminato, che operano con continuità e senza interruzioni da tempo in Sevel». Il sindacato chiede anche l'attivazione di strumenti di tutela, come ad esempio il diritto di precedenza per i lavoratori che hanno perso il lavoro, vincolando così l’azienda alle future assunzioni.
Il Ducato elettrico intanto è entrato in produzione. «È importante che anche la tipologia a idrogeno sia sviluppata per il futuro per tutti i veicoli commerciali prodotti in Val di Sangro», insiste Uliano. «Data la mancanza dei centri di distribuzione abbiamo sollecitato il governo a costruire una rete per la distribuzione dell’idrogeno. Nel prossimo piano industriale di Stellantis è necessario che vengano definiti gli investimenti per migliorare struttura e impianti».
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