Fine del Punto nascite Il comitato accusa: il Comune fa poco

Capriotti: ora vigileremo. Castiglione e Musa: si aspettino le indagini della Procura. Febbo: la decisione sia sospesa
ORTONA. Non c'è spazio per ripensamenti. Ormai la chiusura del Punto nascite di Ortona è un atto praticamente certo. I documenti che metteranno la parola fine al reparto dell'ospedale Bernabeo saranno firmati a breve. La notizia, emersa martedì durante la conferenza dei capigruppo tenutasi al Palazzo dell'Emiciclo, a L'Aquila, ha scatenato le inevitabili reazioni di chi ha lottato per evitare che tutto ciò accadesse. Su tutti il Comitato spontaneo sorto in difesa del Punto nascite, che dopo aver organizzato manifestazioni, petizioni, presentato esposti, deve dire addio ad ogni speranza di inversione di rotta da parte della politica regionale. «Cos'altro possiamo fare?» ha dichiarato delusa la presidente del comitato, Giacomina Capriotti. Una resa? Non proprio, come d'altronde specificato, bensì un cambiamento di quello che sarà il loro ruolo rispetto alla vicenda: «Saremo vigili e nell'eventualità che si dovessero creare disservizi metteremo in evidenza il tutto sui vari canali di comunicazione, perchè chi ha preso queste decisioni deve assumersene anche le responsabilità». Un appello, infine, non senza polemica, è stato rivolto all'amministrazione comunale: «Potrebbe fare molto di più», ha comunicato la Capriotti allacciandosi anche alla diatriba sorta per uno striscione con la scritta «io voglio nascere ad Ortona» che prima era stato esposto dal balcone di Palazzo di città, poi rimosso, ed ora riproposto su una facciata laterale dell'edificio. «Dal Comune hanno voluto una richiesta scritta per poterlo esporre, hanno deciso cosa dovevamo scrivere sullo striscione, abbiamo dovuto sostenerne i costi personalmente, e alla fine piuttosto che posizionarlo sulla balconata, come da noi richiesto, è stato rilegato su una facciata defilata e poco visibile. Anche questo fa capire che l'amministrazione non è interessata a tutelare un diritto sul proprio territorio» hanno tuonato dal comitato.
Ma il sindaco Vincenzo D'Ottavio non è dello stesso parere: «In questa partita molto complicata la Regione fa la sua parte attraverso le proprie motivazioni», ha sottolineato il primo cittadino. «Il mio ragionamento, però, stando sul territorio è diverso. Perciò finché sarà possibile difendere il Punto nascite, noi lo faremo». Duro invece il commento dei consiglieri comunali Leo Castiglione e Franco Musa: «Non tolleriamo e non accettiamo diktat e accelerazioni imposti dal centrosinistra regionale, che ha calpestato l’oggettività dei dati ed ai quali non vuole rendere giustizia. Non tolleriamo e non accettiamo che per il percorso nascita di Ortona non ci si confronti con ricorsi in atto e non si attendano le risoluzioni di giudizio di merito e dell'inchiesta avviata dalla procura stessa». Proprio Musa, inoltre, ha depositato alla segreteria del sindaco una richiesta di consiglio comunale straordinario da tenersi all'ospedale Bernabeo di Ortona. Infine Mauro Febbo, che ha chiesto di sospendere immediatamente gli atti intrapresi nei confronti del Punto nascite e ascoltare in audizione il Cpnr.
Alfredo Sitti
©RIPRODUZIONE RISERVATA

