Finisce 4 volte sotto inchiesta per furto, ma la ladra è una sosia

18 Gennaio 2021

Una teatina di 44 anni accusata di aver rubato oro, diamanti e gioielli nelle case di anziani indifesi Ma lei è innocente. Il pm: l’autrice dei colpi è una donna alla quale somiglia in modo sorprendente

CHIETI. Finisce quattro volte sotto accusa per furto in casa, ma la ladra è una sosia. Si è chiusa dopo oltre tre anni l’odissea giudiziaria di Alessandra De Luca, 44enne teatina: la sua unica colpa è stata quella di somigliare in modo «sorprendente» – così ha scritto la procura – alla vera autrice dei reati. Dopo essere stata scagionata in due circostanze nella fase delle indagini preliminari, giovedì scorso la donna è stata assolta «per non aver commesso il fatto» anche per altri due episodi. La sentenza del giudice Chiara Di Gerio è arrivata dopo la richiesta di assoluzione formulata dal pm d’aula Natascia Troiano. È stata dunque pienamente accolta la tesi difensiva dell’avvocato Stefano Azzariti.
La prima volta De Luca si ritrova nei guai per un furto avvenuto a Vacri, dove due donne – con una serie di artifici e raggiri – sono riuscite a rubare dei gioielli appartenenti alla padrona di casa per poi allontanarsi a bordo di un’utilitaria bianca. In un primo momento, l’indagata viene riconosciuta dall’anziana vittima. Ma lo scenario si capovolge durante l’incidente probatorio. Tant’è che il sostituto procuratore Marika Ponziani chiede e ottiene dal giudice Andrea Di Berardino l’archiviazione per De Luca perché «la parte offesa non ha riconosciuto l’indagata con certezza ma ha ritenuto che ella fosse solo somigliante all’autrice del furto». Le indagini difensive, infatti, dimostrano che De Luca ha una sosia: si tratta di una donna residente in zona, già in passato finita nei guai per episodi analoghi. All’esterno dell’abitazione di quest’ultima, peraltro, è parcheggiata una Fiat Panda bianca come quella descritta dalla vittima.
Il secondo procedimento penale è invece relativo a un furto compiuto in viale Abruzzo, a Chieti Scalo, sempre a casa di un’anziana. Anche in questo caso, almeno all’inizio, il riconoscimento della vittima sembra incastrare la donna. Ma il sostituto procuratore Giuseppe Falasca chiede l’archiviazione perché «l’indagata si è efficacemente difesa in seguito all’avviso di conclusione delle indagini evidenziando come, già in passato, per un delitto analogo, fosse stata scambiata per l’autore del fatto, sorprendentemente somigliante, per poi essere scagionata in seguito alla ricognizione di persona in incidente probatorio». La richiesta viene accolta dal giudice Luca De Ninis.
Ma le disavventure giudiziarie di De Luca non finiscono qui. Arriviamo così all’udienza della settimana scorsa. Stavolta la 44enne deve rispondere di due furti. Il primo è stato messo a segno nell’abitazione di due coniugi di Chieti Scalo che hanno visto sparire diamanti antichi, collane d’oro e orecchini con pietre preziose per un valore di 16mila euro; il secondo, invece, è stato denunciato da una 67enne di Bucchianico alla quale sono stati rubati un paio di orecchini e altri monili.
Anche in questo caso la tesi della sosia convince il giudice. Non solo: due foto pubblicate su Facebook e Instagram – e prodotte in aula dall’avvocato Azzariti – dimostrano che, quando sono stati compiuti i reati, l’imputata si trovava altrove. Così la doppia sentenza di assoluzione con formula piena riabilita De Luca dopo tre anni trascorsi tra le aule giudiziarie e con il timore di finire in carcere da innocente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA